Palazzo Reale. Moratti: “Restituiamo alla città un importante pezzo di storia di Milano

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Milano: " Oggi restituiamo alla città un importante pezzo di storia di Milano. Si tratta delle ottocentesche sale dellAppartamento di Riserva per Principi volute dallArciduca Ranieri Viceré del Lombardo veneto e rimaste intatte dopo i bombardamenti. Un ulteriore passo per portare allantico splendore Palazzo Reale, simbolo per tutti i milanesi di cultura, storia e bellezza”.
Il sindaco Letizia Moratti ha partecipato, con lassessore alle Infrastrutture e ai Lavori Pubblici, Bruno Simini, larchitetto Alberico Belgioioso e Sandro Schifino, direttore di Villa Reale, allinaugurazione delle restaurate sale dellAppartamento di riserva per principi al primo piano di Palazzo Reale. Uno degli interventi previsti dal terzo lotto di lavori iniziati nel 2003 e in fase di ultimazione.
"Siamo ormai giunti alla fase conclusiva dei lavori di ristrutturazione di Palazzo Reale che lo hanno riportato ai fasti dellepoca del Piermarini– ha spiegato il Sindaco –. Stiamo inoltre lavorando a due grandi progetti relativi alla Sala delle Cariatidi e alla Sala del Trono dove abbiamo intenzione di riportare il Trono e il manto di Napoleone imperatore”.
"Accanto allimpegno dellamministrazione di progettare una nuova città che sia moderna e dotata di infrastrutture ben fatte e che siano efficienti vi è il grandissimo sforzo di progettare anche qualcosa che renda Milano sempre più bella. In questo caso il bello era celato in un luogo rimasto fino ad oggi chiuso e inesplorato – ha continuato lassessore Bruno Simini -. Per questo oggi sono 220 i milioni impegnati in opere legate alla cultura che impongono uno sforzo notevole da parte di tutti gli attori impegnati. Basti pensare che per riportare le sale dellAppartamento di riserva allantico splendori ci sono volute 65 mila ore di lavoro divise per 70 persone coinvolte nel cantiere, 14 mila mq di restauro, 200 tonnellate di intonaco, 100 chilometri di cavi elettrici, 1500 serramenti e altrettante lampade.”
"I lavori di restauro di Palazzo Reale sono iniziati nel 1980 e sono stati divisi dallamministrazione comunale in tre diversi lotti per permettere di spalmare linvestimento nel corso del tempo e rendere visibili subito ai cittadini le aree restaurate. Il lavoro di restauro non è stato semplice poiché è stata rilevata una grande diversità di conservazione allinterno del palazzo. Il criterio seguito nel progetto è stato di non operare alcun falso storico, ma di dare ugualmente una immagine dinsieme con un buon livello di unitarietà pur nella diversità, attraverso il trattamento delle murature, i colori, le finiture tecnologiche”, ha evidenziato larchitetto Alberico Belgioioso.
I lavori di ristrutturazione del terzo lotto sono stati realizzati grazie al finanziamento della Fondazione Cariplo che ha contribuito con uno stanziamento di circa 26 milioni di euro. I lavori comprendono una superficie di 15.300 metri quadrati: i piani interrato, terra, ammezzato, primo, secondo ammezzato, secondo e terzo, nonché tutti i cortili.
I restauri dellappartamento al primo piano del palazzo hanno interessato il recupero di tutti gli apparati decorativi nella loro complessità attraverso lutilizzo di maestranze specializzate. Le sale sono caratterizzate, alle pareti, da tappezzerie ritessute sulla base dei campioni originali o dai marmorini originari riemersi e restaurati in corso dopera. La pavimentazione è costituita da parquet o seminato. Lottimo stato di conservazione del pavimento in seminato ha permesso un intervento puntuale e circoscritto alle sole fasce perimetrali che, per permettere il passaggio impiantistico, sono le uniche zone di nuovo rifacimento. Diverso è stato lintervento operato sui parquet che hanno richiesto maggiore sforzo tecnico per la loro esile costituzione e per lenorme stato di degrado. I soffitti sono, nella quasi totalità delle stanze, costituiti da volte affrescate. E stato effettuato il recupero di tutte le cornici lignee attraverso la reintegrazione delle parti decorative mancanti e per le cornici attraverso lapplicazione di foglia doro.
Per quanto riguarda il secondo piano del palazzo, non appena gli uffici della Sovrintendenza verranno trasferiti a Palazzo Litta, queste sale, che occupano una superficie di 2.100 mq, ospiteranno il Civico Museo dArte Contemporanea (CIMAC) e le collezioni private darte moderna acquisiste dalla Civica Amministrazone (Jucker, Vismara, Marino Marini). Sempre al secondo piano è in corso di realizzazione una sala da adibire a conferenze per circa 200 persone.
Verranno integrati gli spazi a uso ufficio per le mostre di Palazzo Reale: al secondo piano, nel corpo lungo via Rastrelli, verranno creati uffici per il Settore Mostre e al secondo piano uffici di pregio a servizio del CIMAC. Altri uffici sono previsti al secondo ammezzato adiacente alla Chiesa di S. Gottardo in Corte e al secondo ammezzato lungo via Palazzo Reale. Sono infine state rinnovate anche tutte le superfici esterne di facciata del palazzo, compresi i restauri dei fronti di maggior pregio su piazzetta Reale e su via Rastrelli. Nel progetto di ristrutturazione è infatti stato inserito il recupero dei prospetti progettati dal Piermarini, in quanto presentava uno stato di avanzato degrado. Lintervento è stato eseguito nel rispetto delle stratificazioni storiche e della conservazione dei materiali.

LAPPARTAMENTO DI RISERVA PER PRINCIPI
IN PALAZZO REALE
Uninfilata di dieci sale nellala sud-ovest di Palazzo Reale con affaccio sulle vie Pecorari e Rastrelli, costituisce quellappartamento di riserva che giunto a noi pressoché intatto, almeno nella sua forma architettonica, costituisce un esempio originale di abitazione regale ottocentesca.
Lappartamento presente nella riorganizzazione napoleonica del palazzo dal 1805 al 1814 diventa come noi lo vediamo oggi, nella seconda metà del 1830.
Fu lArciduca Ranieri Viceré del Lombardo Veneto a ordinare la "rimonta” il 7 settembre 1835, destinandolo ad "Appartamento di Riserva per Principi”, principi ospiti, ma anche "principi figli” ossia gli arciduchini nati dal matrimonio di Ranieri con Elisabetta di Savoia-Carignano.
La conclusione dei lavori era stata indicata dal Viceré nella primavera del 1836, ma lappartamento non venne consegnato prima del giugno 1838, ad appena due mesi dallarrivo del nuovo Imperatore Ferdinando che veniva a Milano per cingervi la corona del Re del Lombardo Veneto.
In questa occasione lappartamento sarà inaugurato ospitando verosimilmente invitati della casa imperiale.
Il cantiere cui si deve lallestimento delle nuove stanze raccolse, sotto la direzione dellarchitetto Giacomo Tazzini, quanto di meglio si trovasse in Lombardia in fatto di artigiani, decoratori, tappezzieri e pittori.
Lappartamento, che non ha le caratteristiche proprie di un appartamento di parata mantenne comunque un accesso sullo scalone donore e fu direttamente collegato con lentrata secondaria di Palazzo Reale sulla via Rastrelli attraverso una nuova scala.
La sua congiunzione agli appartamenti reali avveniva principalmente attraverso lAtrio delle Quattro Colonne ed anche attraverso lattuale Prima Sala degli Arazzi il cui soffitto, completamente ridecorato da Gaetano Vacani, costituisce un inserto di gusto un po pretenzioso nellelegante linearità delle sale che sono ancora nel bel Luigi XVI voluto da Maria Teresa.
Le stanze di riserva sono un esempio si diceva, perfetto del gusto Restaurazione: echi sensibili del tramontato stile impero, colori brillanti, tanto oro su fondo bianco nelle boiseries.
Il gusto di Vienna, di una corte imperiale che sta scivolando verso lidea borghese dellabitare.
Due sale comunque, si evidenziano rispetto alle altre, contigue sulla via Rastrelli. Luna la cui decorazione potrebbe spingerci a chiamarla " Sala della Musica” porta in alto la firma dellunico pittore che abbia potuto od osato siglare la sua opera "Giambattista Airaghi Fecit 1837”.
Laltra, riconoscibile senzombra di dubbio come camera da letto, ci offre una magnifica decorazione nello stile della Domus Aurea.
A suo tempo, lArciduca Ranieri fu molto soddisfatto dal modo come erano state risolte le pareti: vi erano parati in seta forniti dalla ditta Innocente Osnago, pareti con carte acquistate forse dalla mercante Anna Maria Tognetti e pareti in marmorino.
Solo alcuni estesi frammenti possono far parte della fornitura tessile originaria.

NOTA STORICA SU PALAZZO REALE
Palazzo Reale nacque con il nome di Palazzo del Broletto Vecchio e fu sede, durante il “ \o “Comune (storia)“ periodo dei comuni, del Governo della città. A partire dal basso Medioevo, il Palazzo rafforzò il ruolo di centro politico con l’avvento delle signorie dei Torriani, dei Visconti e degli Sforza che avviarono un importante intervento di ristrutturazione.
Nei primi decenni del Cinquecento, con i continui assedi al Castello Sforzesco, la famiglia decise di trasferire la propria residenza principale a Palazzo, adibendo il Castello a solo uso militare; forse fu proprio questa loccasione per alcuni significativi interventi come la creazione di affreschi da parte del Bramantino.
Una nuova e lunga stagione si aprì nel 1546 con larrivo del Governatore Ferrante Gonzaga: il Palazzo tornò ad essere a pieno titolo Corte Ducale, ma, per renderlo realmente tale, vennero avviati numerosi lavori per realizzare, innanzitutto, un appartamento nobile per la residenza del Governatore e le sale di udienza. Venne scelto a questo scopo il corpo delledificio posto tra il cortile e il giardino, che venne riformato dallarchitetto Domenico Giunti. Il lato del Palazzo rivolto alla piazza venne destinato prevalentemente al corpo di guardia, mentre i due bracci laterali al Senato e ai Tribunali Regi. I locali verso lattuale via del Palazzo Reale vennero adibiti a cucine e a spazi per la servitù. Altri locali per il Governatore e la sua famiglia furono ricavati nellarea di fronte al giardino, oggi cortile maggiore. La vecchia struttura fu teatro di una vivacissima vita di corte ed eventi memorabili come larrivo a Milano di Filippo II nel 1548 o la recita delle commedie nella sala del Senato che segnarono linizio di una stagione teatrale a Palazzo. Questo momento doro venne bruscamente interrotto dallarrivo di Carlo Borromeo, che non amava le arti legate al teatro e alle feste.
Nel 1573, con il trasferimento a Milano del Governatore Antonio de Guzman y Zuniga, Marchese di Ayamonte, la città nobile trovò una sorta di equilibrio con Borromeo. Il Governatore intraprese, infatti, nuove opere di restauro con laiuto dellarchitetto Pellegrino Ribaldi. Riguardo a questo intervento non si hanno molte notizie: è noto soltanto che, in questi anni, venne rifatta completamente la decorazione pittorica degli appartamenti nobili, dei portici, della cappella privata e della Chiesa di S. Gottardo. Collaborarono a questa impresa i maggiori artisti dellepoca: Aurelio Luini, Ambrogio Figino, Antonio Campi e lo stesso Pellegrino Tibaldi.
Nel 1598, in occasione della visita di Margherita dAustria, in viaggio verso la Spagna, la struttura del "Theatro di Legname” (1594), unopera provvisoria allestita nel cortile del Palazzo, venne sostituita con il più stabile "Salone a riserva di Theatro”, da allora chiamato "Salone Margherita”. Le feste e le rappresentazioni nei primi anni del Seicento furono sempre più animate e fastose.
Nel 1616 il Governatore e il Cardinale Federico Borromeo concordarono la demolizione di un pezzo del Palazzo per consentire lavvio dei lavori volti al completamento del Duomo. La facciata non subì altri cambiamenti fino al 1773, quando fu interamente demolita dal Piermarini.
è con la nomina di Bartolomeo Arese a Presidente del Senato che, verso la metà del Seicento, si ebbe un altro ciclo di interventi sul palazzo: il Salone del Senato ricevette maggiore attenzione con un importante ciclo di pitture e il grande cortile, che fino a quel momento conservava laspetto trecentesco, venne ristrutturato attraverso la trasformazione delle vecchie aperture gotiche in più moderne finestre quadre, mentre sullintonaco fu dipinto un finto rivestimento di pietra.
Nella seconda metà del Seicento vennero fatte delle opere anche sugli altri corpi di fabbrica, per esempio per nuove stalle e alloggi per la servitù, ma furono realizzate con scarsi mezzi, e la manutenzione fu carente. Ciò comportò il cattivo stato di conservazione del fabbricato, aggravato da due incendi (1695 e 1708), che distrussero numerose stanze e decorazioni.
A seguito della Guerra di Successione Spagnola, la città di Milano passò sotto il dominio asburgico; nel 1717 arrivò il primo Governatore austriaco, il Loewenstein, che avviò immediatamente i lavori del nuovo teatro di corte più grande e armonioso del precedente, il cui progetto è attribuito al Bibiena. Dato che gli incendi avevano danneggiato il lato sud e nord del giardino, il Governatore si rifugiò nel "Quarto dei potentati”, i locali del piano nobile della manica corta che erano stati finora utilizzati come uffici.
Lincendio del 1723 distrusse invece lala più nobile del Palazzo con i saloni delle Udienze e dei Festini.
Cortile(1) Cortile(2) Pochi anni dopo si cercò di rendere più decoroso il palazzo facendo ridipingere il cortile in modo da eliminare quel cupo aspetto che aveva assunto nel Seicento. Le pareti vennero dipinte di un colore chiaro e le finestre furono incorniciate con finte cornici barocchette.
Con larrivo del Pallavicini a Milano (intorno alla metà del ‘700), come Ministro plenipotenziario prima e Governatore poi, si assistette a un rinnovamento delle cultura che ebbe ripercussioni anche sulle vicende del Palazzo: si dispose un rinnovo degli arredi, si intervenne sulle austere sale, le sale dei Festini e degli Imperatori vennero unificate in ununica enorme Sala da Ballo di circa 46 metri per 17 e si creò una nuova http://www.storiadimilano.it/citta/Piazza_Duomo/pa... Salle à manger, destinata esclusivamente ai pasti, secondo lultima moda francese.
Nel 1771 venne nominato nuovo Governatore della Lombardia austriaca Ferdinando dAsburgo, sposato a Maria Beatrice dEste. Sotto la loro guida si assistette a unimportante rinnovamento del palazzo: sotto la direzione del Piermarini, affiancato da Leopoldo Pollack inviato da Vienna per controllare le spese, i lavori iniziarono nel 1773.
Il Piermarini eliminò il vecchio corpo di fabbrica verso la piazza, trasformò il cortile in un grande piazzale con una nuova facciata a due grandi braccia laterali. Poiché queste braccia o "maniche” erano molto diverse tra loro, vennero adottati accorgimenti architettonici atti ad armonizzare le differenze tra i due fronti. Il centro della facciata principale fu inoltre rinforzato con quattro semicolonne giganti e da un triplice portale che regge una balconata. Anche allinterno il Palazzo subì molte trasformazioni che portarono ad una distribuzione dei locali rimasta in seguito quasi invariata fino ad oggi.
Ebbe grande rilievo la realizzazione della Sala delle Cariatidi, decorata, tra gli altri, da il Franchi, il Calani e Giocondo Albertolli. Altra importante novità apportata dallintervento piermariniano fu il grande scalone costruito in fondo al cortile.
Nel corso dei lavori, la notte del 26 febbraio 1776, il Teatro di Corte bruciò, determinando così la nascita del nuovo Teatro della Scala.
Nel 1796 larrivo di Napoleone sconvolse Milano: ne porta le tracce anche il Palazzo che venne privato dello stemmone che troneggiava sulla facciata, e che divenne prima il Palazzo Nazionale e sede del comando militare, poi del Direttorio. Palazzo Reale venne utilizzato come dormitorio per le truppe francesi e, alla fuga di queste ultime (1799), lasciato in balia dei saccheggi. Vennero persi e venduti oggetti di valore. Con la proclamazione della Repubblica Italiana e poi del Regno dItalia, il Palazzo, ora sede di un vasto regno comprendente tutta lItalia settentrionale, raggiunse il suo apogeo: vennero riparati i danni e acquistati nuovi sontuosi arredi.
Tra il 1809 e il 1812 venne ampliato nella parte posteriore da Luigi Canonica, con nuove scuderie, un ampio maneggio e molti locali per uffici. Ad Andrea Appiani fu affidato il completamento degli affreschi nei saloni di rappresentanza (quasi tutti i suoi affreschi vennero distrutti durante il bombardamento del 1943).
La caduta di Napoleone nel 1814 segnò linizio di una progressiva decadenza del palazzo. Durante la Restaurazione fu Corte Regia ed ospitò il vicerè del Regno Lombardo-Veneto.
Nel 1837, per celebrare lincoronazione di Ferdinando I, si dette il via ad un nuovo ciclo di affreschi commissionato allHayez (il Trionfo di Ferdinando sulla volta della Sala delle Cariatidi) e di tele commissionate allArienti (Fasti di Maria Teresa e dei suoi successori).
La perdita dimportanza del palazzo si ravvisò dal 1848, quando si decise di demolire una parte della manica corta allo scopo di dare al Duomo una più ampia zona di rispetto. Questo fu il primo intervento di una serie di smantellamenti che porteranno il Palazzo allattuale configurazione.
Nel 1859, con lannessione della Lombardia al Piemonte, il Palazzo passò ai Savoia, ma il Re soggiornò prevalentemente nella Villa Reale di Monza.
Lultimo ricevimento a Palazzo risale allaprile del 1906 per linaugurazione dellEsposizione Internazionale al Parco Sempione.
Nel 1919 i Savoia cedettero ledificio allo Stato assieme ad altre loro proprietà. Il Palazzo venne così assegnato in parte al Ministero dellIstruzione Pubblica, che lo destinò a Museo dArte Applicata allIndustria, in parte restò a disposizione dei Savoia ed in parte al Comune (larea verso via Larga).
Nel 1925 venne demolito il corpo verso via Larga per far spazio ad un nuovo palazzo per uffici, in occasione di questo intervento vennero portate alla luce le antiche finestre gotiche su via Rastrelli. Con la costruzione dellArengario venne inoltre sacrificata gran parte della manica lunga, fino alla Sala delle Cariatidi. Durante la demolizione rispuntarono gli arconi del portico di Azione Visconti con affreschi del periodo di Francesco Sforza.
I bombardamenti dellagosto del 1943 fecero enormi danni, distruggendo tutti gli affreschi sulle volte dei saloni. Si salvarono invece gli arredi che erano stati trasferiti altrove.
Il 6 aprile 1967 fu perfezionato il contratto di permuta tra Milano e lAmministrazione finanziaria dello Stato per cui il nostro Comune è divenuto proprietario delledificio.
Nel 1984 iniziarono i lavori di ristrutturazione che si concludono con lattuale terzo lotto che restituisce, tra laltro, le stanze del vecchio appartamento di Riserva, in cui sono ampiamente documentati e conservati i modi dellabitare regale ottocentesco.

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