Martedì 28 febbraio e mercoledì 1 marzo Paolo Fresu torna al Blue Note Milano (Via Borsieri, 37) con un nuovo progetto: il Paolo Fresu Devil Quartet, con lui sul palco: Bebo Ferra (chitarra), Paolino Dalla Porta (basso)e Stefano Bagnoli (batteria).
Come di consueto, gli spettacoli saranno alle ore 21.00 e alle ore 23.30 (apertura porte: ore 19.30.
Per entrambi gli spettacoli, il biglietto “advance” (acquistato fino alle ore 19.00 del giorno dello spettacolo) è di 23,00 euro e quello “door” di 28,00 euro (acquistato dopo le ore 19.00 del giorno dello spettacolo).
È valido lo sconto del 40% per i giovani sotto i 26 anni per il secondo spettacolo delle 23.30.
L’idea che sta alla base della nuova avventura di Paolo Fresu nasce alla fine del 2003, quando si rese evidente la volontà di formare un nuovo quartetto dopo la fortunata esperienza dell’Angel Quartet. A metà strada fra il serio e il faceto, il nome del gruppo nasce proprio sull’idea di scherzare sulla continuazione del discorso musicale iniziato con “Angel”. “Devil” è stata la prima risposta “logica”.
Come per “Angel”, anche il nuovo gruppo nasce con la caratteristica del voler puntare su un gruppo internazionale, ricco cioè di grandi musicisti italiani ed extranazionali. Paolino dalla Porta e Bebo Ferra sono vecchie amicizie musicali di Paolo, già attive in passato in diverse avventure artistiche. Paolo ha invece incontrato Morten Lund a Göteborg, in Svezia, in occasione del “Nordic Meeting 2000” organizzato dalla Radio svedese e che vide della partita anche il pianista nordico Lars Jansson.
Il suono, rispetto a “Angel” è sicuramente più acustico rispetto ad altre esperienze passate anche se “filtrato” attraverso l’elettronica di Fresu e di Ferra, il quale però, usa spesso anche lo strumento acustico.
Il repertorio è davvero enciclopedico e spazia da diverso nuovo materiale originale dei vari componenti l’organico a diversi standard, ovviamente rivisitati grazie a raffinate ottiche moderne. Sostanzialmente resta jazz, ma decisamente più “melangè” con altri progetti sicuramente inseriti nel moderno più “spinto”.
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