Milano: Su Music Box, Sky 717, speciale esclusivo di Duffy con i successi dell’album ROCKFERRY, attualmente il disco più venduto dell’anno in tutto il mondo, con le hit Mercy e Warwick Avenue.
Un’anteprima sul concerto unico italiano del 13 Novembre, Milano, Rolling Stone.
Subito dopo lo speciale, il gioco per ricevere i biglietti omaggio del concerto di Duffy a Milano, il 13 novembre al Rolling Stone e i cd autografati.
L’album di debutto di Duffy, ’Rockferry’ si è fatto una popolarità come il disco più atteso di questo nuovo anno già a Gennaio. ,a pochi avrebbero potuto prevedere la velocità e forza di impatto che ha avuto in Inghilterra, dove ’Mercy’? È arrivata al numero 1 della classifica singoli con la sola forza delle vendite digitali, prim a ancora che il CD fosse messo in commercio. Eppure Duffy è un’artista ben lontana dalle schiere di personaggi inculcati nella coscienza collettiva dalla loro onnipresenza nei media.
La sua voce ricca di soul ha ammaliato i creatori di mode musicali del paese e la notizia della bellezza e forza delle sue canzoni si è diffusa col passaparola da quando Jo Whiley di BBC Radio One ha scelto ’Rockferry’, title-track e assaggio dell’album, come Singolo della Settimana. Poi è stata lanciata Mercy, con risultati stupefacenti in tutta Europa e da allora ha superato il milione e mezzo di dischi venduti in 7 settimane e raggiunto il numero 1 della classifica album in 11 mercati internazionali.
Duffy è nata e ha trascorso la sua infanzia a Nefyn, comunità situata lungo la costa del Galles settentrionale, un luogo troppo remoto per essere influenzato da guerre di stile o fazioni musicali avversarie (per raggiungere il negozio di dischi più vicino bisognava prendere l’autobus e comunque si trovava solo la Top 40). L’artista la descrive come una situazione dove ognuno doveva cavarsela e tirare avanti con quello che aveva, accettando i gusti di tutti, senza pregiudizi.
Non avendo una sua collezione di CD, il primo vero ricordo musicale di Duffy è entrare in cucina senza preavviso e trovare la mamma e il patrigno che ballavano un pezzo di Rod Stewart. Compie i primi passi verso la definizione della propria identità personale quando prende in prestito una videocassetta di suo padre contenente lo show televisivo degli anni 60 ’Ready, Steady, Go!’. “C’erano i Beatles, gli Stones, i Walker Brothers, Sandie Show e Milli che cantava ’My Boy Lollipop’. Erano così sexy ed eccitanti! L’ho guardata e riguardata tante di quelle volte che alla fine si è praticamente disintegrata.”
Bernard Butler, produttore discografico ed ex chitarrista degli Suede, commenta così questa spontanea ingenuità , “Duffy è cresciuta priva di alcun concetto su cosa è cool o attuale, cosa deve o non deve apprezzare, come comportarsi o addirittura come cantare. Per lei anche il solo venire a Londra era un’esperienza irreale, quasi fiabesca.”
“E venire qui a scrivere canzoni con un tizio che le era stato consigliato, cioè io? Voleva dire prendere due autobus e poi due treni e metterci tutto il giorno. Poi faceva la stessa cosa al contrario per tornare a casa e faceva ascoltare la musica appena realizzata a qualche anziana signora incontrata lungo il viaggio. E’ dura per i cinici dell’industria musicale riuscire a capire fino in fondo quanto realmente Duffy fosse lontana dal nostro mondo, sia geograficamente sia in tutti i sensi. Il risultato è una persona che agisce e canta completamente dal cuore, senza imbarazzo. Questa è una cosa rara e magica.”
Butler conosce Duffy tramite Jeannette Lee della Rough Trade che nell’agosto 2004, dopo aver ascoltato delle demo registrate a casa di questo o di quell’amico, diventa manager e guida della cantante. Per Duffy avere non solo un’amica ma anche un punto di riferimento e di sicurezza in questo strano nuovo mondo è stato essenziale per la sua evoluzione musicale e personale.
“La gente continua a dirmi ’Hai fatto un gran bel disco’, ma io non la vedo così: non l’ho fatto da sola. Abbiamo realizzato ’Rockferry’ insieme, io e Jeannette; lei mi è stata accanto passo dopo passo lungo tutto il percorso, ampliando i miei orizzonti, presentandomi persone di cui potermi fidare.” Una di queste persone è Butler: avendo scritto insieme all’inizio del progetto la splendida e ipnotica ’Rockferry’, hanno poi lavorato su altri tre dei dieci brani di un album già definito come il disco di debutto più atteso e importante del 2008. Jimmy Hogarth & Steve Booker sono gli altri collaboratori di questo disco destinato a diventare un classico.
Com’è il sound di Duffy? La title-track e primo brano dell’album, una canzone suggestiva, originale e dal lento crescendo, introduce una raccolta di materiale originale con un’atmosfera per alcuni decisamente retrò (le tonalità alla Dusty, il vibe tipico dei gruppi femminili) ma che Duffy preferisce identificare come classica. Siamo però ben lontani dal “pastiche”.
E’ invece presente la prova irrefutabile di un nuovo significativo talento che si è sviluppato in totale isolamento e non come reazione a determinate forze di mercato o al contributo di focus group ed esperti del settore. Duffy è una straordinaria, intatta realtà . “La gente mi chiede in continuazione da dove viene la mia voce ma il fatto è che non lo so,“ afferma la nuova stella più brillante del 2008. “Perchè hai gli occhi di un colore e non di un altro? Non è una risposta ma è l’unica che ho.”
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