Sesso? Mai più in auto...

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Tempi duri per chi fa l’amore in auto, una delle trasgressioni di coppia più praticate. Un'attività familiare soprattutto ai più giovani, che spesso non hanno a disposizione una casa per le loro effusioni: in mancanza di meglio, ci sono poche cose preferibili a una macchina comoda, magari dotata di climatizzatore, per stare un po’ tranquilli con il partner.

Lo avrà pensato anche la matura coppia romana - Marisa, classe 1935, e Carmine - che si era appartata in un parcheggio periferico di Roma approfittando del buio invernale. I due erano convinti di poter agire indisturbati, ma una volante dei carabinieri li aveva sorpresi”¦ in flagrante. La corte di Cassazione è stata impietosa: novanta giorni di prigione per atti osceni in luogo pubblico.

Dobbiamo quindi dire addio al sesso in auto? Tutto sembra farlo pensare, anche perché non è la prima volta che la Cassazione prende una decisione simile. Già nel 2000 una coppia di Lanciano (Chieti) era stata denunciata per lo stesso motivo, con l’aggravante che il fatto si era consumato alle 8 del mattino davanti a una scuola superiore. La pena inflitta, in quel caso, era stata di un mese e venti giorni di reclusione per entrambi.

La legge, però, offre anche varie scappatoie: una di queste è l’oscuramento dei vetri della macchina. Bastano anche un po’ di giornali, l’importante è che l’interno dell’auto sia completamente invisibile e che non si lasci nemmeno il minimo spiraglio allo sguardo di un eventuale passante. Se avete una buona disponibilità monetaria, potrebbe anche andar bene una limousine con i vetri oscurati stile rockstar o agente segreto, ma questa ci sembra una soluzione non esattamente alla portata di tutti.

Esiste, però, anche un'altra "via di fuga". Pare, infatti, che sia lecito fare l’amore nella propria automobile, se questa è posteggiata all’interno di una zona privata, come un parcheggio condominiale. Non molto tempo fa, infatti, un'altra coppia era stata denunciata per atti osceni nella propria macchina, ma era stata poi scagionata proprio per il fatto che il parcheggio in cui si trovavano i due non era pubblico, bensì di proprietà privata.

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