Diario di un incontro tra i libri in biblioteca in carcere

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’Biblioscopio’ su utenti nelle biblioteche in carcere.
2007 Anno Pari Opportunità nella Casa Circondariale di Forlì.

Ore 15.30, incontriamo ragazze e ragazzi, detenuti nella Casa Circondariale di Forlì con l’obiettivo di condividere parole e musica in biblioteca. L’occasione è il pensionamento di una bibliotecaria in carcere, Angela, e quale migliore festa se non quella di leggere un libro insieme e di incontrare l’autore. Ma anche perché il 2007 è stato dichiarato Anno europeo Per le Pari Opportunità e l’Istituto forlivese si apre per celebrarlo in presenza della Direttrice, Dott.ssa Rosa Alba Casella e della Consigliera Pari Opportunità della Provincia di Forlì, Dott.ssa Eva Carbonari.

Musette è il titolo del libro scelto per celebrare le P.O., che viene distribuito e raccontato dall’autore, un signore distinto con candidi capelli che incorniciano un volto curioso, catturato dalla situazione: Romano Sotgiu, (sotgiu.romano@tiscali.it) scrittore e musicista.
Nel suo ultimo libro, narra la storia di una donna che ha sofferto e lottato per affermare il suo diritto di suonare la fisarmonica, diritto negatole perché considerata una vergogna per la famiglia, che, negli anni ’30, viveva in un piccolo paese della Sardegna.

Ascolto l’uomo mentre racconta di sè e della sua terra; mi guardo intorno e vedo visi attenti e distesi nell’ascolto e mi vengono a mente le parole di Sotgiu nel libro ’Oghes’ in sardo, ’Voci’, che mi sembra rappresentino l’atmosfera che stiamo vivendo insieme:
Voci”¦
Voci! La prima quella dell’anima.
La senti invadente,
o leggera
come la brezza che arriva dal mare.
E’ come un canto di madre,
una ninnananna che culla.
E non capisci cosa vuol dirti,
ma ti senti piccolo,
e la voglia di dormire è grande
Come la campagna al tramonto.
Voci:
della vita
che non vuoi”¦..
Voci d’amore
Che soltanto chi ti ama
Sa dirti, e tu
Non sai cosa rispondere,
perché le parole
sembrano sempre,
troppo povere”¦
”¦
Voci:
vecchi che,
vicino al camino,
raccontano di Janas (Sas Janas della sardegna sono delle donne bellissime, minuscole, dotate di poteri magici)”¦
Voci:
di ciò che vorresti
e non sentirai mai.
La sera,
quando torno a casa,
e vedo le montagne
coperte di nebbia,
ho l’impressione
che la mia anima
sia nata oggi,
forse per la prima volta,
forse per sentire
ancora ’voci’ che dicono:
’Ascolta”¦ascolta”¦’

Negli occhi dei presenti, umidi e caldi, entra la musica che la chitarra di Romano suona per noi: ’No potho riposare’, la canzone che cantava Andrea Parodi (Tazenda), ’La canzone che tutti i sardi, lontani dalla loro terra, cantano’ afferma Sotgiu e continua con ’Apho a torrare’ ’Tornerò’, e sembra una promessa fatta a noi che condividiamo questo spazio pieno di colore e dove sembra davvero che l’ “anima sia nata oggi”, un’anima che canta, ascolta, ricambia sentimenti d’affetto, di conoscenza.
Usciamo dalla biblioteca ancora uniti da una tristezza comune, quella dell’abbandono di un luogo seppur ’ristretto’ ma che, grazie alla partecipazione vera dei presenti, ci ha regalato umanità e sentimento.
Ascolto scambi di promesse ’torno presto’, ’speriamo di rivederci’, ’ti aspetto’, ’scrivimi’, ’mandami i testi delle canzoni’, ’voglio leggere il libro Musette’”¦e”¦’noi siamo sempre qui ad aspettare che voi rientrate a trovarci coi libri’.

Grazie a tutti, donne, uomini, ristretti e non, per avermi regalato una festa di pensionamento come quella di oggi, la più ’ricca’ che potessi desiderare e che mai scorderò perché ’verà.

Casa Circondariale di Forlì, 28 giugno 2007
Angela Barlotti, biblioterapeuta - abarlotti@mail.provincia.ra.it

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