Roma: Il Direttore generale della Siae, Gaetano Blandini, ha inviato una lettera al giornalista Massimo Sideri che nel “Corriere della Sera“ del 22 febbraio ha pubblicato un articolo intitolato “Guardì incassa più di Ligabue e di Vasco. I signori del diritto d’autore“, sui proventi guadagnati dagli artisti di musica e tv.
Nel lungo scritto vengono affrontati numerosi problemi, in particolare Blandini sottolinea che “non esiste alcun possibile sospetto sulle ripartizioni Siae e la ricchezza non è una colpa quando rappresenta il frutto di creazioni che contribuiscono alla storia e alla cultura dei popoli“.
Ecco il testo della lettera completa.
Roma. 22 febbraio 2013
Al Don. Massimo Sideri
Corriere della Sera
Via Solferino, 28
20121 Milano
Gentile dott. Sideri,
mi riferisco all’articolo a sua firma intitolato "Guardì incassa più di Ligabue e Vasco. l Signori del diritto d’autore” e pubblicato sul Corriere della Sera di oggi. A ta le riguardo. non posso, non voglio e non devo entrare nel meri to delle cifre (anche se devo stigmatizzarne la diffusio ne) relative agli incassi deri vanti da diritto d’a utore e tuttavia ho il dovere di evidenziare che lei stesso, in alcuni passaggi, sottolinea come questi compensi (assolutamente legittimi e tutti tassati) non sono frutto di vincite al superenalono, ma della composizione di opere dell’ ingegno e della creat ività di artisti straordinari che hanno contribuito c continuano a contribuire alla creazione del tessuto culturale del nostro Paese e a tenerne alto il nome a livello internazionale.
Le regole ripartitorie della Siae sono definite sulla base di proposte formulate dalle commissioni di sezione. composte da associati di tutte le .. fasce .. economiche.
I criteri. oltre ad essere del tutto in linea con le direttrici seguite dalle Società di autori nel mondo, prevedono correzioni al sistema analitico, specialmente nel settore dei trattenimenti pubblici, laddove siano presenti concrete possibilità di fenomeni. da sempre contrastati da lla Società. vo lti a generare illeciti guadagni da patte di soggetti che si qualificano fittiziamente come autori o editori.
Un esempio per tutti : quando a seguito delle indagini degli uffic i. con operazioni svolte in diverse aree di Italia ( Lazio . Campania, Emilia Romagna .. ) fu dimostrato che i programmi riconsegnati dagli organizzatori registravano percentuali di fa lse di chiarazioni oscillanti dal 65 al 70% (!!!) procurando, ove non intercettati, benefici illegittimi a soggetti che non avevano altri introiti in alcun altro settore di utilizzazione, fu introdotta all’unanimità una specifica forma di campionamento basato in parte sulle rilevazioni effettuate dai tecnici musicali e in parte su una quota di programmi musicali sulla base di un modello statistico validato dal Dipartimento di Statist ica della Università La Sapienza di Roma.
La realtà è una sola: non esiste alcun possibile sospetto sulle ripartizioni SIAE e la ricchezza non è una colpa quando rappresenta il frutto di creazioni che contribuiscono alla storia e alla cultura dei popoli.
Le regole della ripartizione, poi, non sono e non possono essere le medesime su cui sono basate le elargizioni pubbliche a sostegno di questo o quel settore. Debbono tener conto esclusivo dei dati di mercato perché la finalità di qualunque soggetto chiamato per legge ad incassa re e ripartire gli incassi del diritto d ’autore è quella di dare, per quanto possibile, a ciascun autore ciò che quell’autore ha legittimamente guadagnato ed è altresì quella di operare in conformità a principi di correttezza cd economicità.
Cordiali saluti.
(Gaetano Blandini)