THE CHURCH in concerto

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After everything now this
Agli inizi del 1999, diretti in Svezia per registrare una collezione di “cover” per la Cooking Vinyl, i Church si sono trovati riuniti nell’appartamento di Marty Willson-Piper a Ladbroke Grove, appollaiati tra lastre di vinile e chitarre vintage. L’intenzione era di dare un seguito al disco del 1998 “Hologram of Baal”, ma le session che seguirono diedero ore di materiale di scarso interesse per la band, con la notevole eccezione della base per “after everything”.

Il brano si sarebbe sviluppato fino a diventare una sorta di avventura di rock progressivo, prima di assumere un’altra forma ancora dopo essere stato testato dal vivo in USA e in Australia durante il tour intrapreso per promuovere la collezione di cover Box of Birds. Tour che vedeva un insolito intercambio di basso e chitarra tra Steve Kilbey e Marty Willson-Piper. Il fatto di scambiarsi gli strumenti tra i quattro membri del gruppo era un’usanza che avevano da anni ma non era mai successo dal vivo. Nel frattempo nuovi brani, “The awful ache”, “chromium”, “night friends”, “seen it coming” e “invisible” sono stati messi in piedi in Svezia.

Gli ultimi brani per il nuovo album (“numbers”, “radiance” e “reprieve”) sono stati scritti poco prima di essere registrati cosa insolita per i Church. Le registrazioni sono state effettuate ai Garth Porters Rancom Studios di Sydney, che sono come Abbey Road per l’Australia.

Negli ultimi dieci-quindici anni quasi tutti i dischi dei Church sono nati da improvvisazioni e session di registrazione effettuate senza fare prove particolari e in cui spesso valeva la regola del “buona la prima”. I testi e gli “abbellimenti” venivano semplicemente sovrapposti a questa base di esplorazione sonora. Dopo aver registrato “Box of Birds”, per realizzare il quale la band ha assimilato le strutture della classica canzone anni ’60 e ’70, l’approccio verso la composizione e la registrazione è cambiato da parte dei Church.

La band non ama parlare dei dettagli delle canzoni. Da sempre infatti i Church non includono i testi o i crediti dei singoli brani nelle copertine dei dischi, per lasciare più spazio all’immaginazione dell’ascoltatore. Il disco è stato prodotto da Tim Powles e dai Church e mixato da Tim.
Membri della band

Steve Kilbey, Marty Wilson-Piper, Peter Koppes sono membri originari mentre Tim Powles è venuto dopo ma è ormai il batterista che più a lungo è rimasto nella band.

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