nel disco live diverse “chicche”, tra cui una rielaborazione di “Frankie’s Wild Years” di Tom Waits con traduzione dall’inglese al dialetto “de sfroos”usato da Davide per i suoi testi
IL DISCO
Si chiama LAIV il nuovo album di DAVIDE VAN DE SFROOS.
Come preannuncia la “storpiatura inglese”, il disco è quasi interamente registrato dal vivo.
Un doppio Cd (venduto al pubblico al prezzo di uno) con 24 brani, in cui ci sono registrazioni “live” di E Semm Partii”¦, di Breva & Tivan (il disco che nel 1999 gli ha fatto vincere il PREMIO SIAE del Premio Tenco), alcuni brani tratti da Manicomi (il primo, ormai introvabile CD di Van De Sfroos), due inediti che Van De Sfroos propone spesso dal vivo (“L’esercito delle dodici cadreghe” e “Sciur Capitan”), un pezzo liberamente ispirato al classico Frank’s Wild Years di Tom Waits, trasformata, per l’occasione, in “I ann selvà degh del Francu” e un brano inedito registrato in studio appositamente per questo nuovo disco (“Sguarauunda”).
La copertina del disco è stata realizzata grazie alla collaborazione dei fan.
Quest’estate infatti i redattori del sito dedicato a Davide hanno realizzato diverse foto ai concerti che oggi vengono inserite nell’art work del disco dal vivo.
VAN DE SFROOS “ON THE ROAD”, DAL VIVO
“La musica la vivi percorrendo la strada, completando ogni volta il viaggio. Se non viaggi non raccogli storie e suoni e lingue di altri luoghi”.
“Il tour ci ha permesso di giungere fino in Puglia e Calabria. E’ stato importantissimo perché ci ha dimostrato che tantissime persone molto distanti geograficamente, hanno voglia di entusiasmarsi per questo tipo di esperimento che non è solo musica”.
“È sempre difficile inscatolare un concerto, anche perché nel nostro caso a volte è proprio il pubblico a fare lo spettacolo, ma devo dire che nel disco questo riesce a trasparire”.
“Siamo una band che non ha quasi mai smesso di girare e ha suonato nei luoghi più disparati: questo disco simboleggia che tutto questo ci voleva”¦.”.
HANNO DETTO DI LUI
”¢ Il Foglio lo ha definito un “Paolo Conte dell’Insubria”.
”¢ Michele Serra su Repubblica, ha parlato di lui come di “un artista vero, e parecchio bravo”.
”¢ Il Corriere della Sera dice che la sua musica “dà voce agli sconfitti che stanno ai margini di quella Lombardia opulenta e iperproduttiva” in cui Davide sicuramente non si riconosce.
”¢ Il Giorno l’ha definito un cantautore tra “Dylan e il cabaret”.
”¢ Il Manifesto racconta delle sue canzoni come di “vicende che sembrano fissate in fotografie “osso di seppia”.
”¢ L’Arena lo considera una delle voci più interessanti della canzone popolare moderna,
”¢ Famiglia Cristiana “lo Springsteen del Lago di Como”,
”¢ Carnet “il nuovo eroe della musica padana”.
”¢ L’Espresso ha parlato di “E semm partii”¦” come di “un crogiolo incandescente di rock alo stato brado e di poesia scintillante”.
INTRODUZIONE AL MONDO DEI LAGHEE’
DI DAVIDE “va di frodo”
Piace a tutti, Davide Van De Sfroos.
Fenomeno transgenerazionale che ha bruciato 40mila copie del suo precedente album (Breva & Tivan, autoprodotto, autodistribuito, uscito nel 1999), Davide Bernasconi - in arte Van De Sfroos - nei suoi concerti, raduna intorno a sè giovani e vecchi, bambini e ragazzotti che portano sul palco bottiglie di vino, salami caserecci e ingrandimenti fotografici da firmare.
Il segreto del suo successo?
Anzitutto un’attenzione particolare per un mondo, quello dei laghèe (gli abitanti del lago, di quel ramo del Lago di Como che da un lato confina con la Valtellina e dall’altro con la Svizzera) dove il contrabbando è sempre stato qualcosa di più di un espediente per sopravvivere. Qualcosa che fa parte della storia di ogni paese e di ogni famiglia dove c’è sempre un nonno o uno zio che andava "de sfroos": "di frodo", di contrabbando (da cui il nome d’arte di Davide Bernasconi).
Qualcosa da cui Davide è partito per raccontare le sue storie in un dialetto che lui stesso ha definito “l’unda” (“l’onda della tradizione che dal passato va verso il futuro”).
Seguendo l’unda, a ritmo di folk, ma anche punk, rock, ska, reggae e altro ancora, Van De Sfroos, dieci anni fa, inizia la sua avventura musicale.
Un’avventura che, fin da subito, fa ballare e cantare centinaia di migliaia di persone, in tutto il nord Italia.
Poi il cantastorie pensa di “fissare” su un supporto fonografico le sue poetiche storie di “sfroos”.
"Breva & Tivà n" (un tributo ai due venti del lago, il breva e il tivan, con cui i lagheè andavano avanti e indietro da Como ai loro paesi) vende 40mila copie.
Il mini-cd "Per una poma" (Per una mela) viaggia oggi sulle 25mila.
E’ un successo travolgente che fa guadagnare a De Sfroos il premio Tenco '99 come gruppo emergente.
Davide decide anche di scrivere un libro, “Perdonato dalle Lucertole” (Edlin Milano), che raccoglie le poesie scritte negli anni ’90.
E’ un altro passo di un cantastorie d’altri tempi che ha deciso, come dice Davide, “di raccontare quel mondo di persone e di storie, vere o ingigantite, di guerra, di contrabbando e di tutti i giorni che sentivo da bambino”.
Il tutto con un dialetto mai criptico, che si lascia ascoltare anche da chi lagheè non è e che spesso colpisce al cuore, ci fa sorridere, ci emoziona, tratteggia persone, cose e luoghi con una sensibilità che è tipica di chi ha il dono della poesia.
DAVIDE VAN DE SFROOS - DISCOGRAFIA
L’avventura De Sfroos inizia con l’autoproduzione dell’audiocassetta VIIF, cui segue nel 1995 il cd Manicomi che impone il sound “De Sfroos” in provincia di Como, in Valtellina e nel vicino Cantone Ticino.
Nel marzo del 1999 esce l’ultimo album: “Breva & Tivan”, disco che ha trovato un consenso comprovato da 35mila copie vendute e da oltre 100mila spettatori accorsi ai concerti del tour “Breva & Tivan”.
Nello stesso anno il gruppo viene premiato al Tenco.
L’ultimo lavoro del gruppo è un mini cd dal titolo “Per una Poma” contenente tre brani ispirati a racconti biblici.
Nel novembre del 2001 esce “E Semm Partii...”.
DAVIDE “VAN DE SFROOS” BERNASCONI
Vive sulle sponde del Lario, un vero “laghèe”.
Nella prima metà degli anni ’80 è cantante dei Potage, band Post Punk e Beat.
All’inizio degli anni 90 si inventa il progetto De Sfroos, di cui è voce e leader, autore e compositore dei testi.
All’esperienza musicale Davide Bernasconi ha aggiunto quella di poeta-scrittore. E’, infatti, del 1997 il libro “Perdonato dalle Lucertole” (Edlin Milano) che raccoglie le poesie scritte negli anni ’90.
Davide ha curato la pubblicazione di un progetto musicale: il poema epico in dialetto “Capitan Slaff”.
Data di uscita: 31 GENNAIO
Etichetta: Tarantanius
Distribuzione: Venus
UFFICIO STAMPA
di Gian Paolo Giabini
via Fontanone 3
24064 Grumello del Monte, BG
tel 035 833 676 " 338 777 58 21
ggiabin@tin.it
PRODUZIONE: TARANTANIUS
Gianpiero Canino
tel: 031 240801
info@davidevandesfroos.com
VENUS DISTRIBUZIONE
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Via Quintiliano, 40
Milano
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