Pinocchio, il diverso che interroga la società
Non uno spettacolo, ma un attraversamento. Non una semplice messinscena, ma una domanda aperta: che cos’è una persona?
Dal 5 all’8 marzo il palcoscenico del Teatro Menotti ospita la prima milanese di Pinocchio. Che cos’è una persona?, il nuovo lavoro di Davide Iodice, regista e pedagogo tra le voci più radicali e riconosciute del teatro contemporaneo. Un’opera che ha già conquistato il Premio Speciale Ubu 2024 e il Premio ANCT, imponendosi come uno degli eventi teatrali più significativi della stagione.
Iodice riparte dal capolavoro di Collodi, ma ne scardina la lettura tradizionale. Il suo Pinocchio non è la favola morale del burattino che diventa “bravo bambino”. È il simbolo di tutti i diversi, di chi non rientra nei canoni, di chi mette in crisi l’idea stessa di normalità.
«Pinocchio è il diverso, è tutti i diversi, con la loro carica anarchica e dirompente».
Il “dopo” che spaventa i genitori
Il cuore drammaturgico dello spettacolo si concentra su una delle scene più intense della fiaba: l’incontro tra Pinocchio e Geppetto nella pancia della balena. La candela sta per spegnersi. Rimarranno al buio.
Pinocchio chiede: “E dopo?”
È quel “dopo” a diventare la domanda centrale del lavoro. Il “dopo” che ogni genitore di un figlio “straordinario” – come Iodice preferisce dire – si trova ad affrontare. Straordinario nel senso letterale: fuori dall’ordinario.
La risposta, suggerisce lo spettacolo, non può ricadere solo sulla famiglia. È una responsabilità collettiva, sociale, politica. È la comunità intera che deve interrogarsi.
Un manifesto sulla disabilità
Pinocchio. Che cos’è una persona? nasce dal lavoro della Scuola Elementare del Teatro, il conservatorio popolare per le arti della scena fondato e diretto da Iodice a Napoli. Un progetto di arte e inclusione sociale che coinvolge persone con sindrome di Down, autismo, sindrome di Williams, Asperger, ma anche giovani provenienti da percorsi di disagio e marginalità.
Qui il teatro non è terapia né assistenzialismo. È creazione autentica, produzione artistica, ridefinizione delle identità.
Iodice parla apertamente di un bisogno: superare la retorica e la carità paternalistica che spesso circondano il tema della disabilità. La “normalità”, afferma, è il diritto alla felicità, all’espressione, alla condivisione.
In questa prospettiva, Pinocchio diventa il simbolo di un’adolescenza incomprensibile e incompresa, specchio di una società adulta fragile, confusa, talvolta in rovina.
Nella prima versione della fiaba, Pinocchio veniva impiccato. Solo successivamente Collodi scelse la trasformazione finale in bambino “vero”, in Persona.
Ma cosa significa davvero diventare persona?
Chi stabilisce i criteri?
Chi decide cosa è “normale”?
Lo spettacolo non offre risposte rassicuranti. Piuttosto, costruisce un’esperienza condivisa in cui il pubblico è chiamato a mettersi in discussione. Il teatro si fa comunità, presenza viva, responsabilità.
Il cast
In scena un ampio ensamble che incarna l'idea di comunità alla base del progetto: Giorgio Albero, Gaetano Balzano, Danilo Blaquier, Federico Caccese, Stefano Cocifoglia, Giuseppe De Cesare, Simona De Cesare, Patrizia De Rosa, Gianluca De Stefano, Paola Delli Paoli, Chiara Alina Di Sarno, Ciro Esposito, Aliù Fofana, Cynthia Fiumanò, Marino Mazzei, Serena Mazzei, Giuseppina Oliva, Ariele Pone, Tommaso Renzuto Iodice, Giovanna Silvestri, Jurij Tognaccini, Renato Tognaccini.
Ideazione, drammaturgia, regia, spazio scenico e luci sono di Davide Iodice.
Training e studi sul movimento sono curati da Chiara Alborino e Lia Gusein-Zadé.
Le scene sono realizzate da Ivan Gordiano Borrelli, i costumi da Daniela Salernitano con Federica Ferreri.
Un lavoro corale che è insieme spettacolo, laboratorio e dichiarazione politica.
Un evento premiato
Prodotto da Interno 5 – Teatro di Napoli – Teatro Nazionale, con il sostegno del Teatro Trianon Viviani e partner del Campania Teatro Festival, lo spettacolo ha ottenuto nel 2024:
- Premio Speciale Ubu
- Premio ANCT – Associazione Nazionale Critici del Teatro
Riconoscimenti che confermano la forza artistica e politica di un lavoro capace di unire ricerca scenica, pedagogia e impegno civile.
Informazioni utili
Teatro Menotti – Via Ciro Menotti 11, Milano
Dal 5 al 8 marzo
Martedì–sabato ore 20 | Domenica ore 16.30
Biglietti: intero 32€, ridotto 16€
Glossario
- Spettacolo: in questo contesto, un’opera teatrale che diventa anche esperienza collettiva e momento di confronto sociale.
- Inclusione sociale: percorso attraverso cui persone con disabilità o provenienti da situazioni di marginalità partecipano attivamente alla vita culturale e comunitaria.
- Pedagogia teatrale: pratica che usa il teatro come strumento di formazione, crescita personale e relazione, non solo come intrattenimento.
- Manifesto sulla disabilità: opera artistica che, attraverso la scena, afferma una visione politica e culturale sui diritti e sulla dignità delle persone con disabilità.
- Normalità: categoria messa in discussione dallo spettacolo, intesa non come conformità a uno standard, ma come diritto condiviso alla felicità e all’espressione.