Parma, 1° luglio 2026. L’Università di Parma aderisce a Scholars at Risk, rete internazionale con oltre 500 istituzioni e organizzazioni in più di 40 paesi. Si occupa della tutela di studiose e studiosi a rischio e della libertà accademica.
L’ingresso nella rete segna una presa di posizione precisa. L’Ateneo sceglie di sostenere chi si trova a operare sotto minaccia, dove ricerca e insegnamento incontrano limiti concreti. Non è un passaggio formale. Riguarda persone, attività, contesti complessi.
Al centro restano i principi della libera ricerca e della libertà di espressione. L’adesione rafforza il legame con altre università e organizzazioni impegnate sugli stessi fronti. Un lavoro condiviso, che si muove dentro una dimensione internazionale.
La partecipazione a Scholars at Risk si inserisce nelle linee strategiche dell’Università di Parma. Diritti umani, inclusione, tutela della conoscenza come bene pubblico. Per l’Italia, il riferimento SAR dell’Ateneo è Michela Semprebon, Delegata al Tavolo Rifugiati.
Informazioni utili
La rete Scholars at Risk riunisce oltre 500 tra università e organizzazioni in più di 40 paesi.
L’adesione riguarda la protezione concreta di ricercatori e ricercatrici a rischio e la difesa della libertà accademica.
Domande frequenti
- Cosa cambia con l’adesione? L’Università di Parma entra in una rete internazionale che sostiene studiosi in difficoltà e promuove la libertà accademica.
- Chi segue il progetto per Parma? La referente SAR Italia è Michela Semprebon.
Glossario
- Libertà accademica: possibilità di svolgere attività di ricerca e insegnamento senza pressioni o limitazioni.
- Scholars at Risk: rete internazionale che tutela studiosi a rischio.
- Conoscenza come bene pubblico: idea che il sapere debba essere accessibile e protetto.