CAYNE: Gothic Rock band

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Il gruppo nasce ad opera di Claudio Leo e Raffaele Zagaria, ex-chitarristi e fondatori dei Lacuna Coil, quando decidono di abbandonare i Coil all’indomani dell’uscita dell’omonimo mini, uscito nel 1997 per la Century Media.

Il duo raccoglie subito le proprie forze e il proprio indiscutibile talento per dare vita ad una nuova band, chiamata Cayne, che immediatamente suscita l’interesse di molte label italiane e straniere. Dopo molte offerte, il gruppo firma un contratto con la Scarlet di Milano per registrare più album.

La prima uscita è il full lenght "Old Fade Pictures", che viene preceduto da un singolo promozionale contenente la title track più una cover di "Small Town Boy" dei Bronski Beat. Il gruppo, oltre la presenza di Claudio Leo e Raffaele Zagara alle chitarre, vede alla voce Mario Piazza, al basso Daniele Rossetti e dietro le pelli l’ex-Sadist Oinos.

Formazione
Mario Piazza: Voce
Claudio Leo:Chitarra:
Raffaele Zagara: Chitarra
Daniele Rossetti: Basso
Oinos: Batteria

DAL WEB: CAYNE - Old Faded Picture Scarlet Music
I Cayne sono la reincarnazione dei Lacuna Coil o forse sarebbe meglio dire la loro evoluzione. Del gruppo precedente sono rimasti i chitarristi Claudio Leo e Raffaele Zagaria, ma lo spirito aggressivo è lo stesso, la stessa voglia di dimostrare che le nostre bands hanno talento da vendere e che possono competere, senza timori di sorta, con gli act stranieri più blasonati.

Così per le mani ci ritroviamo un album fresco e intenso, che propone uno stile gothic metal molto ritmato e vicino agli Him, con una forte matrice ottantiana nelle melodie e un approccio decisamente moderno nella resa dei brani.

Già dal brano iniziale "Save Me" si avverte lo spessore dell’intero album, melodie tristi alla Depeche Mode si combinano al vigore dei Sister of Mercy. La canzone che da il titolo al disco, invece, è in pieno stile Him. "Latent Spirit" è un brano ipnotico e fascinoso. Le traccie che compongono il CD sono in tutto otto, di cui una è una cover dei Bronsky Beat, un gruppo pop inglese che ha goduto di una certa notorietà negli anni ottanta, ma che non mi è mai piaciuto, la personalizzazione dei Cayne, però, rende accettabile un pezzo altrimenti destinato a ben altro pubblico. Il CD possiede una forte coesione e un unico neo: una certa ripetitività di situazioni.

In definitiva si può fare la stessa critica che colpisce i prodotti di questo genere, non si tratta di certo musica originale, ma è suonata con cuore e passione, in fondo è sempre e solo vecchio e buon rock 'n' roll e questo a qualcuno basta e avanza! GB

Una interessante chiaccherata con Raffaele Zagaria chitarrista dei CAYNE, band milanese formata da due ex membri fondatori dei Lacuna Coil.
"Credo nell’esistenzialismo ateo quando afferma che “l’uomo è tutto da fare, poichè l’esistenza precede l’essenza”

#333399">Ci sono due versi di Slight Melody,(Old faded Pictures), che mi hanno colpito particolarmente:“ And I believe in a charming dark /which wrap and protect me”. Che cosa è per voi l’aggettivo inglese “Dark”?

Butto giù i testi in italiano, poi li traduco in un inglese scolastico, li arrangio creando qualche rima o cercando di renderlo più musicale, cantabile. Poi li faccio vedere ad un amico laureato in lingue e questi apporta, quando ce n’è bisogno, delle correzioni o piccole modifiche. Detto questo, per me, la parola “dark”, significa l’accezione più stretta e scolastica del significato: oscuro, oscurità . Per quanto concerne il significato italiano invece, per me, l’oscurità insieme al silenzio rappresentano le condizioni che inducono chiunque a pensare. A concentrarsi sulle idee, a percepire la realtà in modo astratto. L’oscurità e il silenzio escludono la vista e l’udito, due sensi importanti per la percezione del mondo materiale. Non ho nulla contro il mondo materiale, soltanto, oggi, mi piacerebbe che ci fosse un po’ più d’equilibrio tra materialismo e spiritualità .

#333399">E nella vita di sempre un riferimento ai testi delle vostre canzoni. Questa volta, i due versi sono di Old faded pictures, traccia che dà il titolo all’album: “The revelation of the past / has changed the meaning of-  present”. Un bilancio tra passato e presente. In particolare, ci sono mai state scelte o eventi del passato,( parlo per ognuno di voi), che hanno avuto un peso così importante da cambiare il significato di alcune vicende del presente?

Per me tutti gli episodi che compongono la nostra storia sono importanti, anche quelli che ci sembrano insignificanti. Credo nell’esistenzialismo ateo quando afferma che “l’uomo è tutto da fare, poichè l’esistenza precede l’essenza”. Il nostro cervello è un hard-disk molto capiente, ma alla nostra nascita esattamente come un computer nuovo, è vuoto. Ogni piccolo gesto, ogni azione, ogni pensiero andranno a costituire la nostra memoria, saranno ciò che noi siamo, adesso. La rivelazione del passato, adesso, guardando una vecchia fotografia, incontrando una persona che non vedevo da tempo, o rileggendo una lettera, mi fa pensare al passato, ma con una memoria più ricca, con nuovi parametri di giudizio, e quindi “ha cambiato il significato del presente”: ho cambiato idea su quella persona, su quel disco, su quel film, su quel libro.

#333399">La scena Dark e Gothic attuale ha un ottimo riscontro in Germania, Norvegia, Svezia e Finlandia, (solo per citare alcune nazioni ). Ma questo genere comincia ad espandersi-  ed ad essere apprezzato, finalmente, anche in Italia. Voi che opinione avete in proposito?

Be’, siamo contenti, se la scena esiste veramente e questa musica va, vuol dire che c’è speranza anche per noi. Personalmente, però, non credo molto nelle scene. Non sono particolarmente attaccato al genere musicale. Mi piace credere nella buona musica, di qualsiasi genere essa sia. In Italia invece il discorso è diverso, per quanto riguarda la musica, l’opinione pubblica è molto influenzabile. E poi, da noi, oltre alla musica, gli addetti ai lavori sono anche molto attenti all’atteggiamento dei musicisti, al loro comportamento. Spesso, il pubblico, tende a creare un tutt’uno tra le parole, la vita, e l’atteggiamento del musicista, con la sua creazione artistica o prodotto che dir si voglia. Bisognerebbe iniziare a separare queste due cose, oppure attribuirgli giudizi e valori diversi. Un musicista può essere la persona più amabile, disponibile e virtuosa di questo mondo, ma magari produce una musica vomitevole, assolutamente banale o inascoltabile. E viceversa. Molti gruppi validi, invece, vendono poco o addirittura spariscono perché non si sanno vendere. Dicono quello che pensano, stanno lontani dalla televisione o semplicemente rifiutano il Tapiro d’Oro.

#333399">A molti, ma non a me, “l’intrusione” di una traccia in italiano nel vostro album non è piaciuta. A chi si domandasse come mai una scelta di questo tipo, voi cosa rispondete?

Siamo italiani; è stato un esperimento; c’è piaciuto e siamo soddisfatti del risultato; in un cd di otto tracce ne abbiamo inserita solo una; perché no? Scrivere e cantare un testo in italiano non è facile: si rischia sempre di banalizzare tutto. Le terminazioni in vocale della lingua italiana rendono il sound troppo melodico per questo genere, o per il rock in generale. Ma, nonostante tutto, la sfida rimane sempre un incentivo a spingerti oltre, a osare e sperimentare. Penso che in futuro tenteremo nuove soluzioni, magari testi misti: strofe in italiano e ritornelli in inglese o viceversa. Mi pare di aver sentito già qualcosa di simile: funziona.

#333399">La copertina del cd raffigura una donna semi sdraiata su un divano., in stile quasi impressionista. Che importanza ha secondo voi, in termini di impatto e messaggio nei confronti del pubblico, la copertina di un album?

Per un gruppo sconosciuto, anche se si tratta di un aspetto molto superficiale, è importante. Ma, in generale, è importante curare tutti i particolari di un disco. Quando sei celebre i valori di giudizio cambiano. Se sei molto famoso puoi fare un po’ tutto quello che ti pare. Guarda la copertina dell’ultimo dei Soulfly, il gruppo di Max Cavalera, per quanto lui racconti in giro che ha un significato profondissimo, che ha una valenza spirituale non indifferente, che l’ha disegnata il disegnatore più bravo del mondo, fa oggettivamente cagare. Poi uno legge l’intervista, ascolta la musica, pensa all’importanza del gruppo e si convince che la copertina, a guardarla bene”¦ Mmm: è bella. Se quella copertina fosse stata quella di un promo di un gruppo sconosciuto, tutti avrebbero detto: “Ecco, lo vedi? E’ evidente che sono acerbi e che devono crescere, già dalla copertina. Non va: con una copertina così questi non vendono neanche cinquanta copie. Ma guarda che cattivo gusto! E poi cosa c’entra con la loro musica!”.
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fonti:
http://www.rock-impressions.com
http://www.alternatizine.com

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