Ideato dallo stesso Vinicio Capossela, che ha scelto di presentare le nuove canzoni calandole in una dimensione fortemente teatrale, lo spettacolo presentato nel tour è una rappresentazione in forma di visioni del viaggio di OVUNQUE PROTEGGI, un viaggio a metà strada tra un’Odissea mitica e una via crucis profana che attraverserà l’Italia da Carnevale alla Pasqua di Resurrezione: “Sarà un concerto mitologico di pezzi solenni, fatti a brano a brano nel nostro Colosseo. I nostri campioni arriveranno dalla Tracia, dalla Colchide, dall’Epiro, direttamente per farsi sbranare da voi. Dunque ascolterete salmi e prediche, vedrete sfilare apparizioni mitologiche, arriverete in fondo al labirinto del Minotauro, sarete adescati dalla Medusa, conoscerete giganti e maghi, sentirete sibilare oracoli e indovinelli, imparerete a contare fino a quattro in russo e a pronunciare la parola che pronunciò Gagarin al momento del decollo, “Pajehali!” “partiti!”. Scenderete tra le suggestioni delle ombre e la materia della carne, carne fatta pietra e amplificatore..”
Lo spettacolo vede Vinicio Capossela mettere letteralmente in scena le canzoni del nuovo lavoro, “indossandole” con cambi d’abito e di accessori che servono a connotare più a fondo l’interpretazione - (la pelliccia di capra e la maschera di boves in “Brucia Troia”, la cartella di scuola e il berretto da monello in “Dalla parte di Spessotto”, il colbacco dei miliziani in “Moska valza”, quello da ufficiale di Marina in “S.S. dei Naufragati”, il frac durante “Nel blu”, un costume dell’Opera di Pechino per “Marajà ”, l’elmo da legionario romano durante “Al Colosseo”, giusto per fare alcuni esempi) " e completando l’opera grazie al prezioso lavoro della compagnia Teatro d’Ombre Controluce di Torino. La magia del teatro d’ombre, che proietta il proprio spettacolo da dietro il telo bianco situato alle spalle del palco, accompagna molti dei brani del concerto; dal regno delle ombre figure mitologiche ed evocative escono a popolare le interpretazioni dei brani che nel frattempo Capossela esegue dall’altro lato del telo, sul palcoscenico. Minotauri (“Brucia Troia”), gendarmi (“Spessotto”), grattacieli strutturalisti (“Moska Valza”), ussari all’attacco e dragoni (“Nutless”), ballerine in tutù (“Nel blu”), treni in fuga nella distanza (“Lanterne rosse”), la danza degli scheletri (“Pena de l’alma”), vascelli e anime dannate (“S.S. dei naufragati”), un’intera processione (“L’uomo vivo”) sono soltanto alcune delle visioni provocate dall’arte del teatro d’ombre, visioni che permettono, per lunghi minuti, “la sospensione dell’incredulità ..”
Lo spettacolo si articola in due momenti ben distinti: protagonista della prima parte del concerto sono le canzoni di “Ovunque proteggi”, suonate e rappresentate in una successione appena diversa da quella proposta sul disco: “Non trattare”, “Brucia Troia”, “Dalla parte di Spessotto”, “Medusa cha cha cha”, “Moska valza”, Nel blu”, “Nutless”, “Pena de l’alma”, “Lanterne rosse”, “S.S. dei Naufragati”, “Il rosario della carne " L’uomo vivo” si succedono fino alla conclusiva “Al Colosseo”, nel corso della quale Vinicio, con pelliccia e come un centurione romano introduce i componenti della band.
Un breve intermezzo di teatro d’ombre cinesi conduce alla seconda parte dello spettacolo, dedicata alle altre canzoni del repertorio di Capossela, seconda parte che inizia con “Maraja” e solitamente offre una scaletta di brani scelti a seconda dell’ispirazione del momento e del luogo in cui si suona. “Che coss’è l’amor”, “Con una rosa” sono stati per ora due dei brani più eseguiti in questo momento dello spettacolo, che però lascia spazio anche a dei momenti in cui è il solo Capossela a proporsi al piano, con brani come “Modì”, “Una giornata senza pretese” e altri standard. Diverse le sorprese che caratterizzano questa parte del concerto, siano esse rappresentate dall’apparizione a sorpresa di un ospite (come nel caso della Banda della Posta di Calibri, coinvolta nell’esecuzione di “Dalla parte di Spessotto” nel debutto avellinese del tour; o del violoncellista classico Mario Brunello, che in occasione della seconda data fiorentina ha ricreato dal vivo la magia già contenuta nella registrazione di “S.S. dei Naufragati”; per non parlare dei vecchi compagni di strada di Capossela, come il chitarrista Giancarlo Bianchetti, salito sul palco a Cesena, o il batterista Davide Graziano, che lo ha accompagnato in un paio di brani durante la prima data torinese) o dall’esecuzione a sorpresa di qualche brano del passato (ad esempio “Vecchi amori” e “Corvo torvo”, suonate a Trento, oppure “Scatafascio”, eseguita a Siena) magari legato, nell’immaginario dell’artista, al luogo in cui si esibisce (ad es. “I pianoforti di Lubecca” suonata a Trento, o “Modì” eseguita nelle date toscane; o come “Al veglione”, eseguita ad Avellino e “Tanco del Murazzo” a Torino).
Lo spettacolo messo in scena nell’OVUNQUE PROTEGGI TOUR 2006 si avvale delle suggestioni offerte dal suono curato da Marco Tagliola (già al lavoro sull’album OVUNQUE PROTEGGI) e di quelle, scenografiche, evocate dalle luci di Loïc François Hamelin e dagli effetti d’ombre del Controluce Teatro d’Ombre di Torino. Ad affiancare Vinicio Capossela sul palco una straordinaria band, in grado di abbracciare e sostenere l’ampio spettro musicale attraversato dal concerto: Zeno De Rossi (tamburi), Alessandro “Asso” Stefana (chitarre), Vincenzo Vasi (theremin e programmazioni), Michele Vignali (ance), Glauco Zuppiroli (contrabbasso).
Finita la seconda parte del concerto, c’è spazio soltanto per i bis, che sono affidati, istituzionalmente, a una nuova versione, quasi trance, de “Il ballo di San Vito”, arricchita dall’uso di campionamenti, nel corso della quale Capossela si ripresenta sul palco come all’inizio del concerto, in pelle di capra e maschera di legno: è un momento molto potente dello spettacolo, che recide qualunque tipo di barriera residua separi la performance dal pubblico e ne celebra la comunione con l’artista. A seguire, e dopo i ringraziamenti e gli inchini, arriva “Ovunque proteggi”, eseguita a luci di sala accese. “E’ il mio modo per abbracciarli tutti”, dice a questo proposito Capossela, e di fatto la conclusione dello spettacolo è uno dei momenti più emozionanti dello show, un’invocazione alla Grazia che, come per magia, sembra farsi tangibile per lo spazio di una canzone. Il concerto finisce così: sono passate più di due ore, talvolta due ore e mezza, nelle quali Capossela riesce a mettere in scena il mondo di visioni che popola il suo nuovo disco e il suo immaginario, circondandone il suo pubblico. “L’illusione è tutto nella vita, tenere in vita il domatore”¦”
OVUNQUE PROTEGGI TOUR: LO STAFF
La band
Zeno De Rossi " tamburi
Alessandro “Asso” Stefana " chitarre
Vincenzo Vasi " theremin & programmazioni
Michele Vignali " ance
Glauco Zuppiroli " contrabbasso
Gak Sato " sound designer
OVUNQUE PROTEGGI TOUR: LE DATE
01/04/06 Alba Adriatica (AP) Palatenda (esaurito)
04/04/06 Roma Auditorium via Conciliazione (esaurito)?05/04/06 Roma Auditorium via Conciliazione (esaurito)
07/04/06 Bologna Paladozza
10/04/06 Milano Teatro Smeraldo (esaurito)
11/04/06 Milano Teatro Smeraldo
12/04/06 Brescia Palabrescia
19/04/06 Catania Metropolitan
21/04/06 Catanzaro Teatro Politeama
24/04/06 Brindisi Teatro Impero
25/04/06 Salerno Teatro Augusteo
03/05/06 San Benedetto Teatro Calabresi
05/05/06 Como Teatro Sociale
06/05/06 Reggio Emilia Teatro Valli
07/05/06 Senigallia Teatro La Fenice
10/05/06 Verona Teatro Filarmonico (esaurito)?12/05/06 Sassari Teatro Verdi
20/05/06 Chiasso (Svizzera) Teatro Sociale
26/05/06 Sermoneta “Maggio Sermonetano” Castello Castani
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