PRESENTE ZERONOVETOUR

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ROMA - Renato Zero da record. Ben 50 mila copie vendute in prenotazione del dvd live piu’ cd di “Presente Zeronovetour“. Non era mai successo prima in Italia. E se a queste copie si aggiungono i 350 mila pezzi gia’ andati a ruba tra i fan, salgono a 400 mila gli album di “Presente“ venduti: ottimo quindi il debutto un anno fa - era il 20 marzo 2009 - per l’etichetta Tattica, con cui l’artista nato a Roma il 30 settembre 1950 ha cominciato a autoprodursi, scegliendo di essere “indipendente“ e sganciarsi dalle major. Il 12 Maggio ad attenderlo il bagno di fan a Milano, alle ore 20 alla Fnac di via della Palla 2 - per festeggiare il live registrato al Forum meneghino (delle due serate riprese, il dvd contiene quasi tutte le immagini della seconda per la qualità delle luci; in piu’ e’ stata scelta questa location fra le tante tappe del tour per l’architettura del luogo piu’ adatta alla presenza delle telecamere rispetto ad altri palcoscenici) e poi il palco dei Wind Music Awards il 28 e 29 maggio all’Arena di Verona. “Il 30 settembre compiro’ 60 anni e quel giorno avro’ bisogno dell’incoraggiamento di tutti voi - dice Renato Zero ai giornalisti presenti a Roma al lancio del dvd -. Questo tour e’ il modo migliore per festeggiare. Arrivo a questa soglia senza chirurghi, ne’ collagene, ne’ botulino. E sono ancora felicemente amico delle amatriciane e delle carbonare. Non sono longilineo ma sono un artista sereno. Le diete rendono insoddisfatti: viva le fettuccine“.

Il video è il risultato di una esibizione milanese. “Abbiamo registrato due serate nel Forum di Assago, abbiamo preso tutto dalla seconda serata per il dvd, nella prima c’era stato un problema di luci. La scelta del Forum è stata dettata dalla sua architettura, ha un bel colpo d’occhio e si presta molto ad uno studio televisivo. Il nostro palasport di Roma, essendo semicircolare, non si consegna come deputato per le riprese“. Nella sua tappa il cantante non ha incluso il brano ’Cielo’. “Volevo fare un esperimento e vedere fino a che punto la mia produzione musicale era efficente evitando di cantare ’Cielo’ - ha motivato la scelta Zero - dopo due ore e mezza senza cantarla la gente è andata via senza farmelo notare. Se Dio vuole ho fatto bene ad andare in vacanza troppe volte, anche se ho goduto e viaggiato di meno, ma il risultato della mia produzione è stato migliore. A me stesso sentendo ’Liberà tempo fa sono venuti i brividi. Siete di fronte ad un piccolo genio“, ha scherzato l’artista.

E’ un Renato Zero senza piume e lustrini quello di oggi. “Ieri ero maniacale nel curare l’immagine. Mi preoccupavo di essere piacente e accattivante - afferma -. Oggi mi preoccupo della qualità di quello che dico“. Parole che in Renato si trasformano in fatti. “A settembre abbiamo inaugurato il padiglione dell’Università all’Aquila consegnato con i soldi ricavati dal concerto in giugno con la ’Corale per il popolo d’Abruzzo’. Con quegli stessi artisti - annuncia Zero - stiamo cercando di continuare a raccogliere fondi con una presenza costante in radio“. Si sta lavorando per un programma su Radio2 Rai che includa anche Raffaella Carrà e Giorgio Panariello e che continui nell’opera di sensibilizzazione per la ricostruzione. E sempre all’Abruzzo l’artista romano cercherà di destinare l’incasso dell’incontro coi giovani all’Auditorium di Roma Parco della Musica del 31 maggio che lui aveva accettato di fare immaginando non si dovesse pagare un biglietto di 10 euro.

Renato Zero afferma che e’ importante lanciare buoni messaggi ai giovani. In quest’ottica rilancia Fonopoli: “Abbiamo consegnato al Comune di Roma - annuncia - il piano di fattibilità realizzato dalla Ernst & Young e ora attendiamo la risposta“. Promuove il contatto umano prediligendo una sana citofonata a facebook e la vecchia drogheria al centro commerciale: “Al droghiere raccontavi tutto - dice - e risparmiavi in analisti“. Critica il sistema di oggi e ricorda: “Io cantavo ’Gli spermatozoi, l’unica forza e’ tutto cio’ che hai’ nel 1972 con ’Cielo’ e la pedofilia con ’Qualcuno mi rende l’anima’ nel 1973“. Boccia i talent show. “Si pretende che in un mese si possa costruire un Pavarotti - dice -. Bisogna fare la gavetta come l’hanno fatto i Baglioni, i Cocciante e i Renato Zero. Nei talent show puntano ai litigi, zoo per gli ascolti. I ragazzi catapultati dai talent a Sanremo non hanno la consapevolezza, ad esempio, di un Eros Ramazzotti che partecipo’ tra le giovani proposte dando un pugno nello stomaco (con ’Terra promessa’, ndr) comunicando una vita di disagio. Si cresce nel silenzio e nell’ombra, non davanti alle telecamere“. E sui reality non e’ meno critico. “Nelle ’isole’ e nei reality non esce il meglio di noi. Ma quanto piu’ si da’ un’immagine dura, volgare e rissosa tanto piu’ sembra che tu funzioni e fai ascolti. Bisogna fermare questo palinsesto, ma sembra difficilissimo -afferma -. L’unica cosa e’ andare al cinema. Non si e’ infatti obbligati a seguire certo tipo di proposte“

Eppure in tv c’e’ chi lavora bene. Lo e’ ad esempio il regista Roberto Cenci che cura la regia del dvd e di cui Renato Zero dice che “e’ garanzia di un’ottima resa degli artisti in tv. In fondo - aggiunge - suo padre e’ uno dei piu’ grandi chitarristi e musicisti italiani“. Nel dvd Renato Zero si vede accompagnato sul palco da Danilo Madonia (tastiere), Paolo Costa (basso), Rosario Iermano (percussioni), Giorgio Cocilovo (chitarra), Fabrizio ’Bicio’ Leo (chitarra), Mark Harris Baldwin (pianoforte), Lele Melotti (batteria) e dall’Orchestra Prato Ensemble. Il cd “Presente“ vanta la partecipazione dell’Orchestra Sinfonietta di Roma, diretta dal Maestro Renato Serio, e di Mario Biondi (che duetta con Renato nel brano “Non smetterei piu’“). Il dvd (al costo di 18,90 euro) contiene anche un’intervista, un booklet fotografico e il brano inedito “Unici“ che Renato Zero dedica “a quelli della ’transenna’, a quelli che corrono all’apertura dei cancelli per un posto in prima fila“.

’’Nel tour confluito nel dvd - ha spiegato Zero - ha suonato anche un’orchestra di provenienza multietnica (Orchestra Prato Ensemble, ndr) costituita da giovani che hanno avuto l’intuizione di mettersi insieme per sconfiggere la crisi creando una collaborazione nuova ma anche opportuna, dando cosi’ un segnale che bisognerebbe poi estendere anche a livello generale’’. Un segnale che va in controtendenza rispetto alla ’moda’ dei talent. ’’Per fare un’ottima casa occorre una lunga e preparata progettazione e cosi’ per la musica, non si canta per sfogarsi - ricorda Renato - In questi reality invece vogliono creare un Pavarotti in un mese e per questo dico che sono suonati. Stanno facendo dei danni enormi’’. Continua poi il cantautore romano: ’’Questa logica di mercato e’ la stessa delle major: mettono in pista 12 cavalli che scapitano e si arruffano e poi scelgono il primo che giunge all’arrivo. Bisogna invece che questi ragazzi capiscano che la musica e’ una cosa seria, che occorre fare sacrifici e una ’dura gavettà di impegno e lavoro, come abbiamo noi d inizio carriera. La musica non e’ gratis. Per questo, odio le telecamere: non permettono a questi ragazzi di lavorare nell’ombra, di prepararsi bene per un po’ di tempo e poi mostrare, una volta acquisito e sviluppato, il proprio talento. E, a questo punto si’, anche davanti alle telecamere’’

Dopo l’enorme successo di ’Ciao Nì’, film autobiografico del 1979, Renato Zero potrebbe tornare al cinema, ma dietro la macchina da presa: ad annunciarlo è stato lo stesso cantautore al Tg1 delle 20. ’’Ciao Nì? all’epoca incassò 4 miliardi e mezzo di lire - dice Zero - . Era nella classifica dei film piu’ visti, prima di Superman. Ma i produttori di allora, visto che il film, prodotto da Rizzoli, era stato realizzato con 200 milioni di lire, una cifra irrisoria, vennero da me a propormi pellicole fatte con due lire. Per cui dissi ’no, mi dispiace: preferisco vivere’’. ’’Il cinema ancora mi rimpiange - racconta il cantautore - Mi arrivano continuamente mail’’. Poi rivela: ’’Sto pensando di fare una capatina nel cinema, se mi dice bene...’’. Ma stavolta il suo sarebbe un ruolo diverso: ’’Non e’ detto che io debba essere davanti alla camera da presa - spiega -, posso anche stare comodamente dietro. L’esperienza me lo consente. Mi piacerebbe molto fare la regia - ribadisce - , un ruolo piu’ idoneo, alla vigilia dei 60 anni. Potermi raccontare sarebbe un modo impeccabile di trasmettere ancora emozioni attraverso il cinema’’. E non e’ detto che per vederlo all’opera dovremo attendere molto. Alla domanda di Leonardo Metalli ’’c’e’ un produttore?’’, risponde infatti con un ’’sì , c’e’’’

’’Il fatto che in passato una cattiva, fallimentare gestione di questi contributi abbia dato risultati negativi non puo’ presupporre che ora ad andarci di mezzo siano i musicisti, persone che hanno una vita da portare avanti e tutto il diritto di sopravvivere alla crisi che ha colto la musica coltà’. Cosi’ Renato Zero -Durante la presentazione del suo nuovo dvd ’’Presente Zeronovetour’’- ha parlato del cosiddetto ’decreto Bondi’, accusato di tagliare i fondi alle fondazioni liriche. ’’Una musica - continua il cantautore romano - che e’ stata rovinata soprattutto dagli abbonati. Enti come la Scala di Milano o l’Opera di Roma dovrebbero finalmente aprire le proprie iscrizioni a tutti coloro che vogliono attingere da questo patrimonio. Si ammortizzerebbero cosi’ anche le spese. Non e’ possibile infatti che un’opera da milioni di euro sia rappresentata alla Scala di Milano solo per 4 giorni e per il godimento di non piu’ di 800 ’fortunati’. E gli altri? Perche’ un giovane di 18 anni non puo’ assistere liberamente a un concerto di Puccini o a una pagina musicale di Verdi? Non dovrebbe essere una concessione ma quasi un bene naturale’’, conclude Zero.

Durante la conferenza stampa Renato Zero ha ringraziato i suoi fan. “E’ estremo il contributo che dà il pubblico - ha dichiarato - io possiedo un pubblico che è una forza della natura. Mi raccontano dai concerti che c’è una sorta di ’liturgia della transenna’ secondo la quale l’obiettivo è arrivare ai primi posti e occuparli, altrimenti si ha una sorta di fallimento. La canzone ’Unici’ è stata creata proprio per il pubblico“. “Sapere che c’è un pubblico per cui le mie canzoni sono necessarie dà una sensazione bellissima che al tempo stesso mi mette in crisi - ha proseguito - da ragazzo io ho fatto indigestione di solitudine. In via Ripetta vivevo in una casa di 10 persone e mia nonna Renata mi portava con sè da tutte le zie che avevo e ho passato la mia infanzia incontrando solo anziani. Io sto ringiovanendo adesso. Se non provi la solitudine non puoi capire quella degli altri. E chi la scaccia commette uno sbaglio: tacitarla con tavor o cocaina non la scaccia ma ne crea una ancora più micidiale“, ha concluso.

Durante la presentazione l’artista ha spaziato dalla tv all’attualità. “Bisogna leggere, soprattutto di questi tempi. Più si ha un quadro maggiore della situazione odierna maggiormente si riesce ad esercitare energia e positività - ha spiegato il cantante - stiamo dando il peggio di noi stessi a livello materiale, spirituale e politico. A dare gli esempi peggiori è chi sta più in alto. Ma se ognuno sta dietro le sue convinzioni si rende tacitamente complice. Io mi aspetto una piccola reazione. Con il pentagramma si può fare questo servizio. Non si fa un danno nel manifestare il proprio pensiero. Queste televisioni sembra le abbiano create apposta per non farci parlare“. “E allora ci rimane solo la piazza e altri spazi che dovremmo riprenderci. Chiudiamo i supermercati e riapriamo le botteghe - ha esortato Zero - si risparmia anche sull’analista: una volta i fatti privati si raccontavano proprio a droghiere e salumiere. Una persona rassegnata, per riuscire a interrompere il tedio, dovrebbe ricevere una buona notizia. Ma oggi la buona notizia non c’è“. L’artista ha continuato parlando del mondo dell’informazione. “Si fa continuamente un ’elogio della morte’, da chi getta neonati dalla finestra a chi compie una strage familiare. Io preferirei una censura a questo punto e vorrei che si raccontasse anche l’altra Italia, facendo arrivare le notizie in modo meno feroce e negativo“. Un’ultima battuta poi è arrivata per i social network: “Su Facebook? Devo dire che io uso ancora i citofoni“. E sui tanti ragazzi che continuano a correre in auto commenta: “Ma qualcuno, a parte insultarli, li chiama mai per prenderli e portarli a fare una passeggiata nella natura“? Concludendo Zero ha parlato anche dei reality televisivi. “Io sono stato abituato a vivere mostrando la parte migliore di me. Nei reality non c’è questa consuetudine ma quella opposta e fermare questo palinsesto ormai mi sembra sia difficilissimo. L’unica soluzione forse è andare al cinema: non siamo obbligati a subire questo tipo di proposta“.
Renato Zero ha toccato anche l’argomento della fede e dei preti pedofili. “Io penso che il senso di smarrimento sia quello che più mi pervade - ha dichiarato - ci si sente davvero molto soli davanti a realtà come queste anche se nella vita ci si aspetta sempre che qualcuno ci porga la mano per risalire. E poi c’è anche la sensazione gemella che è l’impotenza. Io penso che se non vogliamo credere in Dio, crediamo almeno della coscienza, barometro più affidabile per farsi perdonare certe cose e recuperarsi. Quello che mi aspetto è un’autodenuncia“.

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