Dichiarazione di George Michael

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Per prima cosa, vorrei chiarire di non nutrire affatto l’illusione che le mie opinioni siano più importanti di quelle di qualsiasi altro membro della nostra società , tra cui i lettori di questo documento. Io sono in primo luogo e soprattutto un cantautore, oltre che una persona sfacciatamente fortunata, ben cosciente del fatto che di questi tempi alla gente non piacciano le commistioni tra musica pop e politica. Ciononostante, ho forti opinioni sull’attuale situazione della Gran Bretagna e credo che in un periodo in cui il dibattito pubblico venga troppo spesso soppresso, anche una cosa di poco peso come una canzone pop possa fornire un contributo positivo. "Shoot The Dog" è intesa come una satira politica, nè più nè meno, e spero che dopo aver fatto sorridere e ballare, riesca anche a far riflettere un po’ chi l’ascolta. Tutto qua.

Io sono un uomo realmente patriottico. Ho avuto la fortuna di viaggiare molto per il mondo e vedo la Gran Bretagna per quella che è: una grande nazione multietnica, che non ho mai abbandonato e che non potrei mai abbandonare. Ed è il mio amore per questo paese che mi esorta a prenderne le difese in questo momento, in ogni modo mi sia possibile, incurante degli attacchi che inevitabilmente, così facendo, attirerò su di me.

Nei giorni scorsi è accaduto qualcosa di molto positivo, perfettamente in linea con gli intenti di questa canzone. Per la prima volta dall’11 settembre, il primo ministro Blair sembra aver trovato la forza di contraddire le posizioni del presidente Bush. Questo mi rende molto felice e mi rassicura, e sono certo di non essere l’unico a reagire così. Non fraintendetemi, non sono assolutamente antiamericano; come potrei esserlo? Da sei anni sono innamorato di un texano e siamo ancora una coppia molto solida. I miei sentimenti a proposito di George W. Bush, tuttavia, sono diversi. E so di non essere il solo a temere la sua politica e a sperare che il nostro Tony possa rappresentare un’influenza calmante e razionalizzante su di lui. Ma ho una domanda per lei, signor Blair. Relativamente a un argomento di gigantesca portata quanto il possibile bombardamento dell’Iraq, come può lei rappresentarci senza aver prima chiesto la nostra opinione? E siamo onesti, dell’argomento non abbiamo neppure cominciato a discutere come società . Perciò, Tony, dopo aver seguito con passione la migliore nazionale inglese che abbia partecipato a un’edizione dei campionati del mondo da 40 anni a questa parte e preso parte con gioia ai festeggiamenti per il giubileo della regina Elisabetta, ora che abbiamo un po’ di tempo a disposizione, possiamo fare una bella chiacchierata a proposito di Saddam?


George Michael

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