Commento di Claudio Baglioni al “Premio Città di Recanati”

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“Non so se sia per il fatto che sono, ormai, un veterano tra i sostenitori del “Premio Città di Recanati” ”€œdel cui comitato artistico di garanzia faccio parte da ben tredici anni- ma credo davvero che questa rappresenti un’isola felice e un punto di riferimento irrinunciabile, sia per chi fa che per chi ascolta musica.

Fa bene, infatti, sapere ”€œsoprattutto in un momento nel quale è particolarmente forte la crisi del sistema musica, almeno nelle sue forme tradizionali- che esiste un’occasione come Recanati. Un porto riparato, un approdo sicuro nel quale si incontrano anime che vibrano ancora per la comune febbre di musica e che mettono la loro sensibilità al- servizio di quella di tutti, nella certezza che l’arte della musica e della canzone, in particolare, possano rappresentare una piccola ricchezza in più tra gli strumenti dei quali tutti ci dotiamo per affrontare il non facile viaggio della vita, nei rapporti con noi stessi e con gli altri.

Confesso che, ogni anno, attendo questo appuntamento con una tensione particolare, soprattutto perché costituisce ”€œe non solo per chi, come me, vive di musica da molto tempo- uno dei rarissimi momenti nei quali, più che dare, si riceve in dote qualcosa. Una sorta di trasfusione al contrario che, attraverso parole e note nuove, trasferisce nuove energie, nuove motivazioni e ”€œperché no?- nuove domande alle quali provare a dare piccole risposte. Ed è bello sapere che questo tendere non si è esaurito e non si esaurirà e che c’è chi porta, un po’ più in là , la voce della musica e gli occhi con i quali guarda il mondo.

Più che questa o quella nuova tendenza, è bello, allora, confrontarsi con questa piccola galassia di mondi nuovi e scoprire che c’è ancora un tendere a ricevere e restituire emozioni e pensieri, attraverso uno dei linguaggi più antichi e più ricchi di stimoli che l’uomo conosca”.

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