SWISS JAM: sei concerti tra jazz e dintorni

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PRIMA EDIZIONE: 18 -19 - 20 GIUGNO AL TEATRO DELL’ARTE DI MILANO


Il 18, 19, 20 giugno si terrà a Milano al Teatro dell’Arte (Viale Alemagna, 6) “Swiss Jam”, la prima edizione del festival jazz organizzato dal CCS (Centro Culturale Svizzero), in collaborazione con il CRT (Centro di Ricerca per il Teatro) e sostenuta da Pro Helvetia, Fondazione svizzera per la cultura, Presenza Svizzera e Cisalpino AG.

Tre giorni e sei concerti (due per ogni giorno, il primo alle ore 21.00 e il secondo alle ore 22.30) in cui si esibiranno alcuni dei migliori interpreti e band del paesaggio svizzero del jazz e dintorni. Il costo del biglietto varia da 6,00 euro per ogni singolo concerto, a 10,00 euro per la serata (due concerti), mentre per tutti e tre i giorni, il prezzo è di 20,00 euro.

La prima serata, mercoledì 18 giugno, sarà caratterizzata dal free jazz della pianista Irène Schweizer (ore 21,00), celebre per le sue improvvisazioni che ne hanno fatto una delle migliori interpreti della scena europea a partire dagl’anni ’60 e del trio composto da Michel Wintsch, Gerry Hemingway, Bänz Oester capaci di proporre musiche drammaturgicamente strutturate, composte da citazioni, clichè ed effetti drammatici.

La seconda serata, giovedì 19 giugno, sarà poetica, di canto femminile con Susanne Abbuehl, cantante e compositrice dalla voce sensuale e dalla leggerezza interpretativa (jazz da camera) alle ore 21,00 e con la cantautrice-fata vallese, Laurence Revey con il suo etno-pop, alle ore 22,30.

Infine, venerdì 20 giugno, ci sarà l’ultimo ed esplosivo appuntamento alle 21.00 con Erika Stucky (jazz-pop da camera), la vocalist svizzero-americana, considerata una delle voci più originali del jazz internazionale, capace di unire la spontaneità metropolitana alla serenità montana, mentre alle 22.30 si esibirà Christy Doran’s New Bag (jazz-rock) con una musica ricca di influenze jazz, rock, etno e tecno.


18 giugno

Irène Schweizer
line-up: Irène Schweizer, pianoforte.

bio: Irène Schweizer (1941) ha iniziato lo studio del pianoforte come autodidatta a 12 anni, appropiandosi di tutti gli stili jazzistici fino alla libera improvvisazione. Ed è lei che ha “africanizzato” lo strumento europeo: percepisce il pianoforte, al di là della tastiera, come cassa armonica che può essere toccata, accarezzata e colpita. Le idee spontanee delle sue improvvisazioni sono tali da assumere forme che si mantengono nel tempo. L’artista di Schaffhausen crea brevi motivi colorati, richiamando il ragtime, il bebop, Bèla Bartók o le distese della savana, per trasformarli in una cascata ritmica da coinvolgere tutta la platea.

Michel Wintsch-Gerry Hemingway-Bänz Oester Trio

line-up: Michel Wintsch, pianoforte, composizione; Gerry Hemingway, batteria; Bänz Oester, contrabbasso.

bio: Michel Wintsch, pianista-compositore ginevrino, autore di musiche per registi cinematografici come Alain Tanner, abbraccia numerosi generi musicali anche ai margini del jazz. Ispirandosi a Evans, Taylor, Bartók o Debussy, forgia, da vero fabbro di melodie, composizioni distanti tanto dal mainstream quanto da astratte sperimentazioni. Musiche drammaturgicamente strutturate, composte da citazioni, clichèe ed effetti drammatici, che permettono l’interplay tra il virtuosismo di Wintsch, l’eleganza del contrabbassista Bänz Oester e il groove inaudito del batterista Gerry Hemingway.


19 giugno

Susanne Abbuehl
line-up: Susanne Abbuehl, voce, composizione; Christof May, clarinetto, clarinetto basso; Wolfert Brederode, pianoforte, melodica, composizione; Samuel Rohrer, batteria, percussioni.

bio: Susanne Abbuehl, cantante svizzera/olandese e compositrice, nata a Berna nel 1970, è stata eletta recentemente miglior nuovo talento vocale femminile dalla rivista americana “Down Beat”.

Si avvicinò alla musica e alla composizione molto presto, allieva della compianta Jeanne Lee e del maestro indiano Prabha Atre, presenta una trasversalità stilistica tipicamente contemporanea, come testimonia l’album di esordio, April, realizzato per l’ECM di Manfred Eicher. Il raffinato jazz da camera dalla sofisticata filigrana timbrica ed inusuale tessitura sonora lascia spazio a un interplay che sfugge alla consueta formula della voce accompagnata. Voce contraltile, incrinata al fondo da un calore sensuale, che incanta.

Laurence Revey
line-up: Laurence Revey, voce, samplers; Snorre Bjerck, batteria, percussioni, loops, voce; Pele Lerch, tastiere, samplers, chitarra, voce; Andi Grob, sound effects.

bio: Laurence Revey ha esordito interpretando canzoni di Marilyn Monroe e Serge Gainsbourg nei club di Ginevra. Dopo essere stata scoperta da musicisti e produttori di fama internazionale, il successo non si è fatto attendere. Le canzoni originali nascono dal lavoro sulla propria voce, unica e coinvolgente per il colore e il timbro. Legata alla terra natìa, la cantautrice-fata vallese attinge dalla tradizione musicale locale, arricchendola con effetti sonori moderni dalle risultanti mistico-poetiche, abbracciando contemporaneamente la moderna World Music ad un approccio “quasi New Age” al materiale sonoro.

20 giugno

Erika Stucky
line-up: Erika Stucky, fisarmonica.

bio: Nata a San Francisco da genitori svizzeri flower-power, e dopo vari picnic nel Golden Gate Park, ascoltando The Monkees, Donovan e “Hair”, Erika Stucky si trasferisce, con la famiglia, in un paesino sperduto tra le montagne alto-vallesi, ascoltando Trio Eugster e cori jodel. Culture shock. Seguono studi di canto e recitazione a Parigi e a San Francisco. Poi il successo. La vocalist svizzero-americana, considerata una delle voci più originali del jazz internazionale, come dimostra il suo progetto “Mrs. Bubble & Bones”, unisce la spontaneità metropolitana alla serenità montana.

Christy Doran’s New Bag
line-up: Bruno Amstad, voce; Christy Doran, chitarra elettrica, composizione; Fabian Kuratli, batteria; Hanspeter Pfammatter, tastiere; Wolfgang Zwiauer, basso.

bio: La musica di Christy Doran’s New Bag, sospesa tra tradizione ed innovazione, si presenta come cartoccio magico pieno di musiche jazz, rock, etno e tecno. Il virtuosismo della chitarra di Doran, figlio di un cantore di ballate dublinese, viene contrappuntato dal canto ora tecno ora armonico di Bruno Amstad e accompagnato dalle fantasie pianistiche di Hanspeter Pfammatter, giungendo atmosfere decisamente groove grazie alla rhythm section di Fabian Kuratli (batteria) e Wolfgang Zwiauer (basso).

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