AIR il nuovo Album ''Talkie Walkie''

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Milano ; Attesissimo ritorno per il duo francese. Per 'Talkie Walkiè gli Air si sono avvalsi dell’aiuto di Nigel Godrich, produttore dei Radiohead e di numerosi altri artisti.

L’album include la canzone “Alone in Kyoto” presente nella colonna sonora del film “Lost in Translation” di Sofia Coppola. Da evidenziare anche Alpha Beta Gaga e la raffinatissima Cherry Blossom Girl. Air in concerto il 3 marzo all’Alcatraz di Milano

Prossimo Concerto:
Milano - 03/03/2004 - Alcatraz

Talkie Walkie
CD n.1
01- Venus
02- Cherry Blossom Girl
03- Run
04- Universal Traveler
05- Mike Mills
06- Surfin'On A Rocket
07- Another Day
08- Alpha Beta Gaga
09- Biological
10- Alone In Kyoto

Nota Biografica:
Se gli androidi sognano pecore elettriche (come sostenne il libro di Philip K. Dick che diede vita al film cult “Blade Runner”), allora cosa sognano gli Air? Volteggiano attraverso nuvole impalpabili ponendosi profonde domande filosofiche o attraverso orgiastiche immagini di ragazze pon pon texane? Dopo aver ascoltato il secondo album ufficiale del duo parigino, 10 000Hz Legend, saranno tutti d’accordo nel concludere che le ipotesi sono entrambe valide. Dallo zingaresco road movie di Lucky & Unhappy, passando per la collaborazione con Beck in The Vagabond, attraverso l’impertinenza di Sex Born Poison o l’erotismo di Wonder Milky Bitch («Ci piacciono i pompini», dicono senza mezzi termini; «a chi non piacciono?»), il nuovo lavoro degli Air è la concretizzazione di un sogno. Un inarrestabile viaggio che attraversa le più arcane domande esistenziali e le gioie del sesso, che richiama sia il classico rock anni Settanta sia i sintetizzatori degli Ottanta ma guarda a un luminoso futuro digitale. Un’atmosfera che abbiamo già sperimentato, in effetti: l’album che segnò il debutto del gruppo, Moon Safari (pubblicato nel 1998), ha cambiato il nostro modo di fruire della musica. I lussureggianti paesaggi sonori e le melodie sontuose che caratterizzavano Moon Safari hanno lasciato dietro di sè uno spazio armonico totalmente nuovo; un luogo in cui Gainsbourg può suonare con Bardot, Bacharach e John Barry. Un mondo in cui l’ascoltatore può giocare fra le onde con i Beach Boys prima di andare a sentire gli ELO all’Hollywood Bowl. Certo, da allora gli Air hanno saputo tenersi occupati. Dopo due anni, la colonna sonora dell’acclamato film The Virgin Suicides, di Sofia Coppola, e in particolare l’hit Playground Love, avevano presentato JB e Nicolas nell’inedita veste di musicisti progressive rock. Il duo ha poi lasciato l’idilliaco studio collocato nella campagna di Versailles, che aveva ispirato così marcatamente l’arcadica musica degli esordi, per trasferirsi a Parigi, città che ha inevitabilmente finito per infondere alle composizioni degli Air un carattere che loro stessi definiscono più paranoico, più caotico e urbano. Hanno poi fatto amicizia con due dei componenti della band di Beck, con cui gli Air hanno suonato dal vivo. Infine l’incontro sul pentagramma con lo stesso “urban cowboy”, Beck. Hanno girato l’America per una serie di concerti, zigzagando per il paese su un autobus per mesi, rivivendo gli incubi dei loro idoli del rock anni Settanta. Non è stato un viaggio compiuto con leggerezza, all’insegna di fumo, groupies e hot dogs: gli Air hanno piuttosto vissuto un’esperienza simile a quella degli sradicati personaggi di un romanzo di Jack Kerouac. La favolosa collaborazione con Beck per The Vagabond nasce proprio dall’ispirazione fornita da questo peregrinare senza casa, senza meta. L’introspettiva Lucky & Unhappy richiama invece al più profondo significato dell’esistenza, simbolizzato dal girovagare di notte fra le strade deserte di Los Angeles. Non c’è poi da stupirsi, se si ricorda che gli Air sono un ex architetto e un ex insegnante. Oggi, con 10 000Hz Legend, gli Air tornano un’altra volta ad animare la scena musicale, richiamandoci a riferimenti musicali ancora più ricchi di mistero e di poesia. Si tratta dello stesso gruppo languido e rilassato che aveva rilanciato la piacevolezza e la facilità dell’ascoltare musica. Questa volta, però, la musica è la colonna sonora di un andirivieni di robot, piuttosto che di normali persone a passeggio. «Quest’album ci ha permesso di fare esattamente quello che volevamo», racconta Nicolas Godin. «Mi rendo conto che è più profondo e complesso rispetto a Moon Safari. Ma all’epoca di Moon Safari eravamo come bambini; questo è il nostro primo lavoro da adulti!». In un ambito musicale dominato dalla figura del “produttore demiurgo”, in grado di trasformare pallidi pezzi disco in polvere d’oro o di lanciare nel firmamento invisibili gruppi indie, 10 000Hz Legend rappresenta la diversità . Non è stato preceduto da alcun demo, e non è stato assolutamente realizzato alcun remix. Ciò che si ascolta è precisamente ciò che è stato registrato in studio. Magari non al primo colpo, ma molto vicino! «Abbiamo conservato tutto ciò che potesse suonare vero, emotivo. Ascolterete soltanto la prima, originale versione di ogni pezzo. Nient’altro», afferma Nicolas con entusiasmo. Moon Safari ha certo lasciato il segno con brani di successo come Kelly Watch The Stars e Sexy Boy. Questa volta sono entrati in campo la collaborazione con Beck e l’intelligente uso dei computer; fin dal brano d’apertura, la bizzarria spaziale Electronic Performers, si avverte l’aria di cambiamento. «L’album è una lettera d’amore diretta alle nostre macchine», ammette JB. «Devi amarle per sapere davvero come usarle nel modo giusto.» «Per Moon Safari», aggiunge Nicolas, «avevamo utilizzato molti strumenti che ci erano familiari e ottenuto sonorità calde come quelle del Rhodes o del Moog. Cose che conoscevamo e con cui sapevamo già che ci saremmo trovati a nostro agio. Oggi, invece, siamo in grado di sperimentare e di metterci alla prova con l’ampio spettro di tecnologie a nostra disposizione». Ricco di fonti, dalle digitali alle acustiche, il nuovo album può essere certamente considerato come una lettera d’amore, ma rivolta all’intera storia della musica. La soffice macchina degli Air è ancora una volta in funzione.

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