Omar Pedrini: un Festival come cantautore
Omar Pedrini sul palco di Sanremo non è una novità , avendo al suo attivo già due partecipazioni con i Timoria. Questa volta però si presenta in solitudine, in veste di cantautore.
"Lavoro Inutile" è una ballata blues impreziosita dalle note di un pianoforte jazz e da un tappeto sonoro di archi. A Sanremo l’orchestra Rai sarà diretta dal Maestro Franco Testa.
«L’ispirazione per questa canzone mi è venuta passeggiando sotto la neve con il mio amico Marco Lodola, uno dei più grandi artisti pop che abbiamo in Italia osservando alcuni spalatori di neve ci siamo detti che il loro era un lavoro utile, non il nostro. La gente può sopravvivere tranquillamente senza l’arte, che infatti vive un periodo di grossa crisi, ma non può fare a meno di altre categorie di lavoratori, per esempio i fornai o gli stessi spalatori. Personalmente, però, sono convinto che si possa vivere privi di arte, ma non tanto bene».
“Ho solo un’anima”
«è una dichiarazione d’indipendenza dai compromessi del nostro ambiente e dallesirene che hanno provato ad attirarmi in acque tempestose appena i Timoria sisono presi una pausa di cinque anni. Il titolo spiega già tutto: ho soloun’anima”¦ E non è in vendita! Musicalmente è un pezzo black con fiati jazz euna voce rock»
“Lavoro inutile”
«Ci siamo già dilungati ampiamente sul significatodi questa ballata blues sull’apparente inutilità dell’arte e dello sforzodell’artista di ricercare la verità . Voglio solo ribadire la straordinariapartecipazione di Danilo Rea al pianoforte».
“Lieve”
«Era un’afosa giornata milanese: ho cercatosollievo dal caldo torrido vagando con la mente fra la replica di un film inbianco e nero con Alberto Sordi e il sogno di una rinfrescante nevicata,cercando il mio punto di non ritorno nella visione bellissima della donna. Lamusica è un rock progressive»
“Quelli come me”
«è la canzone che più di altre rappresenta l’intero disco. La musica è un bluesnapoletano e malinconico: la ricerca del blu della nostra vita simile al blunotte di Galliano (uno dei miei pittori preferiti) che rappresenta laprofondità . Per il testo ho immaginato Napoli, le mie passeggiate notturne e undiscorso malinconico alla Luna, nel quale rivendico il diritto di sognare erimpiango le magie di Diego Armando (Maradona) che tanto mi facevanosognare. Più in generale, stiamo andando verso una società superficiale, ma perfortuna esistono ancora persone che hanno grandi sogni. È una sorta dirisposta, affettuosa, alla vita da mediano cantata da Ligabue: io preferiscovivere da fantasista, cercando il lampo di genio senza preoccuparmi troppo deirischi e delle tristezze a cui inevitabilmente si va incontro. Per questo lamia è una vita piena di brividi: continuamente dalle stelle alle stalle»
“Mare blues”
«Ritorna il tema del viaggio presente in molte miecomposizioni: qui si tratta di un viaggio sincero, spogliandosi da ogniapparenza, all’interno di se stessi. È il brano più mediterraneo del disco:sonorità rhythm and blues e un suggestivo assolo di tromba di Marco Tamburini»
“Da qui”
«èuna classica canzone d’amore: l’ho regalata a Elenoire per il nostro primoanniversario. C’è il desiderio di vivere ogni attimo con la donna che si amacome se fosse unico, perché il destino può rubarti la gioia all’improvviso.Amore, sesso e morte sono le tre livelle sociali che rendono uguale qualsiasiuomo, dal presidente al bracciante. È una pura ballata jazz con un assolo diSandro Gibellini che secondo me rappresenta il punto più alto dell’interodisco: la sua chitarra è più espressiva di qualunque parola»
“Govinda”
«Durante una vendemmia nella tenuta di famiglia a Cetona, un paese medievale in provincia di Siena, mentre raccoglievo uve Sangiovese per il mio vino, ho ritrovato il piacere di metterele mani nella terra. Stavo attraversando una fase parecchio intricata della miaesistenza e quella vendemmia mi ha fatto riscoprire i valoriimportanti della vita. È un inno all’amore, inteso anche come amore per la nostraterra, che noi italiani stiamo perdendo. Govinda per gli Indù è il pastore: ilmio Govinda è Dio, che ho riabbracciato da qualche anno e che mi ha fattonuovamente dono del piacere di saper apprezzare la bellezza della natura. Nelfinale c’è il coro “Hare Krisna” che testimonia il mio immutato interesse perle filosofie orientali. La musica fonde psichedelica e rock in un’atmosfera dafigli dei fiori e li contamina con il be-bop scaturito dal magico sax diFrancesco Cafiso, che ha tredici anni ma è già un talento mondiale del jazz»
“Quasi luna”
«Un momento di vita quotidiana in cui il pensierodei propri errori è così doloroso da impedirti di prendere sonno. È il canto diun “musicista errante alla Luna”, in un’atmosfera musicale molto raffinata e impreziositadal pianoforte jazz di Luca Scarpa»
“La parte migliore di me”
«L’amore ha la forza per modificare, in meglio, lanostra natura. Vivere con la mia compagna e con i nostri due figli Pablo eSwami, che hanno un’età in cui lo spirito emulativo è molto sviluppato, mihanno molto responsabilizzato: per loro cerco di essere un esempio positivo oalmeno non un modello negativo. Nelle parti recitate di questo brano mi sonoispirato a Piero Ciampi»
“Anima blues”
«è la versione notturna, unplugged e con il testo ristretto del brano d’apertura “Hosolo un’anima”: chiude idealmente l’ascolto delle canzoni, prima del readingfinale»
“Vidomà r”
«Anche su questo reading ci siamo già dilungati:parla della genesi del mio nome, di come ho avuto consapevolezza che anche losport è arte e di quegli sportivi del passato che hanno suscitato emozionisimili all’arte»
VIDOMÀR TRACKLIST
“Ho solo un’anima”
“Lavoro inutile”
“Lieve”
“Quelli come me”
“Mare blues”
“Da qui”
“Govinda”
“Quasi luna”
“La parte migliore di me”
“Anima blues”
“Vidomà r”
Lavoro Inutile
di O.Pedrini
Ed. Movimento/Omar Gru
Seduto qui in solitudine sai cosa c’è?
Che ho imparato a stare bene con me.
E la realtà è che ognuno pensa a sè
la verità è un lavoro inutile.
E chissà perché, la gente giudica
se muore un re il buffone è il solo
a piangere.
E la realtà è che il mondo va da sè
e la verità è un lavoro inutile.
Scusa sono il fiume e ora ascoltami
non ti disperare e stai cercando lei
se ti brucia il cuore non ti arrendere
cerca il traditore coreggioso re.
E la realtà è sentirti accanto a me
con la verità e un lavoro inutile.
Sai cosa c’è?
Che ho imparato a stare bene con me.
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