Addio, Rrok, il tuo violino ha cessato di suonare!

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Addio, Rrok, il tuo violino ha cessato di suonare! Più nessuno, transitando in via Sant’Andrea a Savigliano, sentirà vibrare le sue corde e si accompagnerà , per un tratto di strada, a quelle melodie che lo strumento, da te magistralmente maneggiato, sapeva restituirti e nel contempo gratificare chi lo ascoltava. Ci hai lasciato. Ci hai lasciato troppo in fretta. Poco o nulla della tua vita, dei tuoi sogni, dei tuoi desideri di musicista, delle tue speranze di compositore, si è concretizzato. Hai bruciato le tappe, molte tappe; hai percorso rapidamente le strade della musica; hai anticipato le esperienze della tua passione; ma hai avuto fretta, troppa fretta, a porre fine alla storia della tua vita, quella che ti avrebbe sicuramente concesso l’opportunità di sviluppare le tue crescenti passioni e conoscenze.

Un urto violento, in auto, nell’oscurità della notte. Uno scontro con conseguenze disastrose. Ed il tuo nome, Rrok Jakaj, finito sulle pagine dei giornali, tra la cronaca buia di chi non è più, purtroppo, insieme alla tua fotografia sorridente, a dimostrare, semmai fosse stato il caso, che la tua professione di musicista, il tuo grande amore per lo strumento che accompagnava la tua quotidianità , convivevano con uno spirito allegro, entusiasta, aperto, affabulatore e coinvolgente, anche se a prima vista un po’ rude ed austero. Il tuo nome, purtroppo, rimarrà soltanto nero su bianco nei testi che di te hanno scritto e parlato, che hanno raccontato dei cd che hai inciso, che hanno recensito le serate musicali alle quali hai preso parte. La tua freschezza, il tuo spirito, il tuo entusiasmo, rimarranno indelebile memoria nelle persone che ti hanno stimato e che insieme a te hanno avuto la fortuna di affrontare e conoscere quel mondo variegato ed esaltante che è la musica.

I ricordi si perderanno, forse. Ma indelebili apparterranno alla storia del nostro passato le immagini genuine e spontanee di te entusiasta, affascinato ed esaltato, al primo impatto con lo straordinario strumento Stradivari «Dragonetti-Milanollo» da te poi ripetutamente suonato per celebrare con grande impeto, meno di due mesi fa, il centenario in onore dell’insigne violinista Teresa Milanollo. E non si cancelleranno la passione e la meraviglia -sì, la meraviglia!- con la quale stavi concretizzando la realizzazione di un cd, di un dvd e di una cassetta vhs capaci di raccontare alla gente di oggi, attraverso la musica da te reinterpretata, i passi più importanti della carriera artistica e professionale delle due sorelle Milanollo, interrotta bruscamente da una morte, quella di Maria, che aveva troncato quasi sul nascere le più grandi speranze musicali dell’Ottocento europeo. Discorsi di oggi: come la tua ultima telefonata, nella quale mi sollecitavi ad una maggiore rapidità nelle ricerche e nella stesura del testo relativo alle due celebri violiniste saviglianesi. Ma inesorabilmente discorsi di ieri, purtroppo.

L’oggi è crudele, ineluttabile: la tua energia è sopravvissuta nei tuoi sogni e i tuoi sogni sopravviveranno, per chi vorrà , alla tua storia. Addio, Rrok, il tuo violino ha purtroppo cessato di suonare! [fotografia di Federico Botta]

Savigliano, 5 dicembre 2004
Luigi Botta
http://www.saviglianocn.it

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