La EDEL ITALIA comunica il successo del nuovo cd di Dolcenera , prima fra le cantanti donne, terza tra gli italiani subito dopo artisti quali Jovanotti e Nek.
27 anni, è stata la vincitrice del Festival di Sanremo " sezione giovani " nel 2003 con “Siamo tutti là fuori”, canzone contenuta nell’album d’esordio “Sorriso Nucleare”, che le ha permesso di aggiudicarsi anche il premio Sala Stampa, Radio e TV.
Ha espresso la sua personalità musicale in un grande tour che ha toccato molte città italiane per quasi due anni, in cui ha dimostrato una istintiva naturalezza da palcoscenico grazie alla sua energia, alla sua voce graffiante e a delle performance sempre coinvolgenti.
Ha superato in silenzio, con dignità e orgoglio, il mancato invito al Festival di Sanremo 2004 che ha segnato una brusca e innaturale battuta d’arresto alla sua crescita artistica, impedendole così di esprimersi con la sua musica e le sue parole davanti ad una platea che, come vuole la tradizione del Festival, le spettava di diritto.
E’ tornata a guardarsi dentro e a dare forma alle sue emozioni: è tornata a scrivere canzoni, senza smettere mai di credere che la musica è la sua principale forma di espressione, una passione che farà parte della sua anima per sempre.
Oggi per la cantautrice salentina è il tempo dell’emozione: un tempo maturato grazie alla sua curiosità , alla sua indignazione, alla sua fragilità , alla sua caparbietà e alla sua sensibilità che insieme hanno decisamente favorito l’ispirazione del suo secondo album prodotto da Lucio Fabbri per Amarena Music intitolato “Un Mondo Perfetto” uscito lo scorso 20 Maggio.
“Solo chi sogna un mondo perfetto avrà il coraggio di lottare per un mondo più giusto”
L’album “Un Mondo Perfetto” di Dolcenera è un viaggio emozionante tra sensibilità sociale ed introspezione, tra rabbia e amore, tra inquietudine e passione.
La cantautrice salentina giunge alla sua maturità artistica con un album, in pieno stile rock stile “fine-anni-sessanta”, caratterizzato dalla sincerità emotiva delle sue canzoni: immagini raffinate, passaggi poetici in un linguaggio, nella sua combinazione con la musica, chiaro e forte dettato dalla “incoscienza” della scrittura d’impulso e guidato da un lavoro successivo attento e preciso, quasi rigoroso.
Non c’è retorica: ogni canzone coglie momenti e contrasti esistenziali della propria sensibilità e natura umana.
E’ facile immedesimarsi in questo connubio di melodia, armonia, ritmo, parole e voce.
Non ci sono etichette o definizioni per la musica di Dolcenera perché questo connubio di musica e parole esula da certe “appartenenze” e si veste di una sonorità asciutta quanto efficace, cosi’ da mettere in risalto la sua grande espressività vocale.
Un album suonato dalla stessa cantautrice e dal suo gruppo, ma hanno anche partecipato alcuni tra i più importanti musicisti del songbook italiano: canzoni di stampo post-rock, richiami alla cultura rock della fine degli anni sessanta, con suoni e atmosfere accattivanti, anche grazie all’ esclusivo utilizzo di chitarre “vintage” e amplificatori e microfoni valvolari.
Dolcenera, con questo secondo album, ha saputo raccontarsi in un modo tutto suo; ha saputo regalare emozioni, entrando dentro l’anima di chi la sta ad ascoltare.
Dalle storie personali di un amore spesso contrastato, mai raccontato in modo banale ma carpito da brevi quanto intensi momenti di intimità (la ballata “Continua”, il grido di “Tutto è niente” e la durezza di “Com’eri tu”) si passa all’impegno morale e sociale di “Un Mondo Perfetto” contro la propria comoda indifferenza davanti alle sofferenze invisibili della vita domestica di una ragazza madre.
La centralità della sensibilità sociale di Dolcenera non si coglie soltanto dal fatto che questo brano ha dato il nome all’album, ma anche dalla versione, quasi teatrale, di una delle canzoni, contro la guerra, più belle e più importanti del rock italiano: l’interpretazione emozionante di “Lulù & Marlene” tratta dal primo album “Desaparecido” dei Litfiba la dice lunga sulla formazione artistica di Dolcenera caratterizzata da un rock che spesso è stato di denuncia sociale.
E il grido di denuncia viene fuori con “Portami Via”, dove il rock diventa più inglese contro la noia di un’esistenza di periferia che si è arresa all’inutile attesa di chi non ha il coraggio di provare a cambiare il proprio destino.
Canzoni sincere, per amore o per rabbia, l’autrice parla sempre a se stessa in tutte le sue canzoni, fino ad arrivare allo stato crudo e confidenziale di “Qualche volta” (“”¦ ho un po’ di paura che passa soltanto se non ci penso più”) e di “Passo dopo Passo” dove Manu canta la sua voglia di reagire agli ostacoli professionali passati in questi ultimi due anni.
Ci sono due versioni di “Mai più noi due” ad aprire e chiudere l’album, come se per l’autrice l’arrivo non fosse altro che un punto di partenza osservato, o meglio, ascoltato da un punto di vista diverso: la prima versione, piu’ ricca nella strumentazione, esprime in modo graffiante la nostalgia del ricordo di un grande amore, l’altra versione (piano, voce e colori) mette in risalto la poesia delle parole e della voce di Dolcenera.
La copertina, tra rock e poesia, è realizzata da Paolo De Francesco di Moltimedia: il paesaggio con la fabbrica di Copenaghen, il cielo nuvoloso e l’uomo con il palloncino a forma di cuore prelude ad un album che parla di amore, mentre i sette uccellini simboleggiano le sette note e il ritmo in "sette quarti" di “Com’eri tu”.
A completare il lavoro troviamo una emozionante rivisitazione di “Pensiero stupendo” di Patty Pravo, registrata “buona alla prima” accompagnandosi solo col pianoforte, e una vera e propria chicca:
“Sei bellissima”, in versione integrale, completa di quella parte del testo che nel brano originale cantato da Loredana Berte’ fu a suo tempo censurata.
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