PIA DE VITO, DANILO REA E ENZO PIETROPAOLI IN CONCERTO

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Giovedì 2 marzo, al Blue Note Milano, Maria Pia De Vito (voce), Danilo Rea (pianoforte) ed Enzo Pietropaoli, contrabbasso, presenteranno “So right”, progetto collettivo che trae origine da “Portrait of a Lady”, fortunato omaggio concertistico a una delle più raffinate personalità della canzone americana: Joni Mitchell, cantautrice, pittrice e poetessa.

Ci saranno i consueti due concerti alle ore 21.00 e alle 23.30 (apertura porte: ore 19.30. Per entrambi gli spettacoli, il biglietto “advance” (acquistato fino alle ore 19.00 del giorno dello spettacolo) è di 20,00 euro e quello “door” di 25,00 euro (acquistato dopo le ore 19.00 del giorno dello spettacolo).

“So Right”, è un progetto collettivo e un album pubblicato dalla CAM Jazz nel 2005 che ha visto anche la partecipazione del batterista Aldo Romano. “Qualche anno fa io, Danilo e Enzo demmo inizio a una serie di concerti dedicati all’arte di Joni Mitchell, sublime compositrice” " afferma Maria Pia De Vito- “Questo progetto, essenzialmente nato alcuni anni fa, quale omaggio alla grande arte di Joni Mitchell, ha poi preso strade autonome, proponendosi oggi come una sorta di profonda analisi sul tema “canzone” in rapporto con l’entourage della musica “intelligente”.

Si conosce bene come la cantante e compositrice canadese sia fondamentalmente un vero e proprio culto per musicisti di ogni genere. La sua vastissima produzione, in 35 anni sulla scena, va dai tempi di Woodstock (leggi Crosby, Stills & Nash, James Taylor e " in genere - dell’intera comunità californiana del tempo) ad oggi. L’influenza progressivamente crescente del jazz ha in molti casi profondamente operato sulle sue procedure compositive. Dalle sue collaborazioni con musicisti quali Charlie Mingus, Wayne Shorter, Jaco Pastorius, Herbie Hancock, sono nate pagine musicali di grandissima originalità e raffinatezza; brani che lei stessa definisce (nelle note di copertina di “Mingus”) come “audio paintings”.

“SoRright” significa percorrere con grande leggerezza il percorso jazzistico interno alla sua musica, riverificarlo attraverso le filosofie contemporanee (si pensi a Bjork, per molti, la vera prosecutrice di una parte del suo agire musicale).

Un progetto ambizioso e difficile perché va a toccare corde “sacre” della storiografia della più intelligente musica popolare moderna. Una sorta di scommessa che solo un gruppo di jazzisti, decisamente qualificati e professionali possono accettare.

In gioco, sensibilità , poesia e profonda capacità di muoversi osmoticamente nel grande mare della musica contemporanea, per omaggiare l’immensa classe di una dei grandi “numeri uno” della musica moderna.

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