DA OGGI È ONLINE su iTUNES IL BRANO “L’ECLISSI”

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Da oggi, martedì 21 novembre, è possibile scaricare in anteprima (a pagamento) da iTunes il brano “L’ECLISSI” dell’eclettico artista milanese MARCO GISMONDI.

“L’ECLISSI” (Emi Music Publishing Italia) ha incuriosito gli internauti più attenti alle novità musicali di spessore fin dall’inserimento del video autoprodotto (diretto da Francesco Fei, uno dei migliori registi italiani, da poco nelle sale con il suo film d’esordio “Onde”), prima su Youtube (i cui passaggi hanno superato quota 1000) e Myspace, poi su Google. A breve il video sarà in rotazione anche sulle tv musicali mentre anche il pubblico radiofonico comincia a conoscere ed apprezzare l’artista grazie al passaggio di “L’ECLISSI” sulle principali emittenti radiofoniche italiane.

Questo suo primo singolo di forte impatto rock (che farà parte del suo 1° album d’esordio in fase di realizzazione) si distingue per la particolarità della voce e per l’uso di immagine evocative nel testo. “L’ECLISSI” è la storia di un’ossessione, raccontata, anche musicalmente, con una struttura e una dinamica assolutamente rock. L’arpeggio di chitarra iniziale lascia subito spazio a quattro misure di furiosa chitarra elettrica che fungono da “cornice” per l’ambientazione della canzone. Suoni, arrangiamenti, partiture, tutto è farina del sacco di Marco Gismondi e questo primo singolo è prova di una grande maturità espressiva, così come gli altri brani dell’intero album in lavorazione nel suo studio casalingo.

Marco Gismondi è nato in Italia ma cresciuto all’estero, dove ha scoperto e stretto il suo rapporto con la musica. Una volta tornato in Italia ha iniziato a scrivere canzoni e a registrarle soltanto per sè, facendo lavori di ogni tipo per mantenersi: da commesso in una libreria, alla produzione di gruppi emergenti di hip hop, dal dj per sfilate di moda alla compravendita di fabbriche dismesse. Nel frattempo Gismondi ha trovato una cantina molto spaziosa nel seminterrato di un palazzo, l’ha riempita di strumenti " a partire dalla batteria, il suo prediletto " ne ha insonorizzata una parte e ha iniziato a scrivere e registrare provini per il suo disco. Il tutto, rigorosamente, da solo.

Furbo nel provocare e intelligente nel tirarsi indietro al momento giusto della provocazione, nel costruire paradossi e smontarli da solo Gismondi dice che la musica è entrata sul serio nella sua vita quando - poco più che bambino - ha visto suonare i Clash: “Fino a quel momento avevo ascoltato musica, mia madre mi portava a teatro a vedere concerti, avevo anche i miei primi dischi. Ma con i Clash cambiò tutto. Andai a vedere il concerto con i miei compagni di scuola, e finì che dopo il concerto salii sul palco e portai via con me la chitarra di Joe Strummer. Il service mi recuperò per strada, nel centro di Bruxelles. Gironzolavo tranquillo " un bambino " con quella Telecaster nera in mano. Chitarra o non chitarra, da quel giorno la musica divenne qualcosa di serio, per me: in quell’energia rabbiosa potevo ritrovarmi e riconoscermi. Era un modo più intelligente di esprimere uno spirito di rivolta che a quell’età spesso si esaurisce soltanto in azioni dimostrative nei confronti di genitori e professori. Da lì in poi avrei iniziato a credere che la vera missione del rock fosse quella di cambiare il mondo. c’è voluto qualche anno per uscire da quella gabbia mentale e ricordarmi che in fondo potevo anche essere “soltanto” un musicista”.

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