CAPORALI CORAGGIOSI

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Si tiene fino al 28 Gennaio al Teatro Sala Umberto di Roma lo spettacolo “CAPORALI CORAGGIOSI ”¦ MA NON TROPPO”, scritto ed interpretato da Pino Ammendola.

SU LADYSILVIA: La storia vede due caporali in una guerra senza gloria dove ognuno vuole sacrificare la propria misera vita in favore dell’altro.

E non puo', come in ogni buona storia che si rispetti, mancare l’amore impossibile, interpretato da una giovane e bella crocerossina sotto mentite spoglie. Un racconto che si sviluppa coinvolgendo il pubblico in una sequenza di misteri, dove viene esaltato il coraggio e l’abnegazione dell’individuo: e già , proprio così!! Perchè al giorno d'oggi il pubblico è stanco di ridere, vuole provare nuove emozioni, vuole piangere, soffrire con il personaggio in scena ed coinvolgersi emotivamente ad esso... Che succede quando due attori sulla scena interpretano il ruolo di due coraggiosi e generosi amici, ma dietro le quinte non riescono a sopportarsi e si azzuffano di continuo per le loro inconciliabili diversità ?

Che succede quando dietro un drammone d'appendice c’è l’eterna e buffa commedia della vita di una sgangherata compagnia?

Nella commedia scritta e diretta da Pino Ammendola, ritroviamo il gusto per il divertente buon teatro napoletano. Puntuale come un orologio svizzero la suoneria polifonica di un cellulare disturba la recitazione degli attori sul palcoscenico. E come spesso accade, gli interpreti si irritano per l’interruzione. Questa volta, però, a lasciare acceso l’inseparabile telefonino non è stato lo spettatore di turno, bensì un'attrice della compagnia, modello velina, a cui non difetta superficialità e mancanza di preparazione artistica.

E, difficile a credersi, nel momento in cui il gioco si blocca per dare spazio a critiche e lamentele, comincia lo spettacolo vero e proprio. Parte più o meno in questo modo "Caporali Coraggiosi", il nuovo lavoro di Pino Ammendola l’eclettico attore napoletano - autore, regista ed interprete che in questo spettacolo gioca con il suo pubblico coinvolgendolo direttamente.

Il drammone d'appendice che viene rappresentato è solo il pretesto per parlare d'altro, delle inconciliabili diversità fra gli attori in scena, interpreti di due militari amici per la pelle, ma che nella vita vera proprio non si tollerano. l’uno, è un attore di vecchio stampo, avvezzo ad un teatro di livello che sublima nella recitazione il valore catartico della pièce. l’altro è un giovane volto televisivo, abituato a far ridere, che non crede nel fine educativo della tragedia ed è intenzionato solo a proporre ciò che il pubblico vuole sentire e vedere.

E ancora, il primo crede nella necessità di seguire le proprie ispirazioni, rispettando il profondo desiderio di purezza che dovrebbe animare ogni uomo di teatro; il secondo è convinto della necessità di andare sempre incontro ai desideri di chi guarda. La commedia racconta con uno sguardo benevolo e divertito, i vizi, le manie ed i rituali dei professionisti del palcoscenico.

Narra, fra il serio ed il faceto, la dicotomia fra il teatro d'indole "televisiva" e quello caratterizzato da tratti fortemente autereferenziali, senza mai cadere nel tranello della facile critica o della presa di posizione a favore dell’uno o dell’altro. Ottima l’interpretazione di Pino Ammendola, nei panni dell’attore serioso, eternamente imbronciato e fortemente acculturato, che riesce ed elevare il tono della piece oltre la semplice commedia.

Accattivante è quella di Michele La Ginestra, che porta in scena il ruolo del cabarettista superficiale e poco avvezzo al rigore della prova teatrale. La sua performance, spontanea e comunicativa, conquista lo spettatore che applaude divertito. Molto apprezzata è anche la prova di Giorgio Gobbi e del veneto Andrea Manzalini. Le musiche sono di Stefano De Meo, le scene di Giovanni Di Mascolo, i costumi di Lia Aiello. Tra frizzi di parole e lazzi di musica danzata, passano quasi due ore, senza che il pubblico se ne accorga.

Claudio Di Salvo

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