LA BIODIVERSITÙ CONTRO L’OMOLOGAZIONE: ACCORDO M.E.I./SLOW FOOD

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BIODIVERSITÀ su Ladysilvia; Mei e Slow Food hanno raggiunto un accordo per una parallela promozione e tutela delle produzioni non omologate in campo musicale ed alimentare.

Il primo appuntamento sarà la costituzione di un Tavolo Comune in occasione del festival “Musica nelle Aie” prevista per il 12 maggio e una grande presenza al Cheese di Bra a Settembre e al Mei 2007.

“La diversità è la più grande forza creatrice del mondo”. Con questa frase spesso Slow Food cerca di spiegare quanto sia importante difendere la biodiversità naturale e le culture alimentari che le sono intimamente legate. Ma da tempo è maturata la convinzione che tanto la biodiversità naturale e gli ecosistemi, quanto le persone che li abitano, sono così intimamente legati che il contesto di difesa e tutela della diversità si va ad allargare in maniera che potremmo definire olistica.

Vale a dire che per difendere un alimento, un prodotto, bisogna preoccuparsi anche del contesto culturale in cui esso è inserito, pensando alla musica, all’oralità , all’architettura, al paesaggio, alla storia dei luoghi.Il celebre antropologo Claude Levi-Strauss in uno dei suoi più recenti discorsi ha lanciato l’allarme: “Viviamo in un’epoca in cui si rende necessaria un’etnologia d’emergenza”. Com’è successo per gli alimenti e per le colture agricole, anche le diverse culture umane nel mondo stanno subendo un pericoloso processo di omologazione.

Pericoloso perché riduce la diversità tra i popoli, tra i territori, tra le culture, e ci fa mancare quella feconda forza creatrice che ci ha fatti evolvere, generando patrimoni strabilianti.Il M.E.I, il Meeting delle Etichette Indipendenti, attua sul fronte della musica ciò che Slow Food attua in campo agro-alimentare e rurale: si batte contro l’omologazione musicale imposta da un mercato discografico sempre più centralizzato e tendente alla standardizzazione, supportando il prezioso lavoro delle etichette indipendenti, sinonimo di diversità , garanzia di salvaguardia delle musiche tradizionali e prezioso serbatoio creativo per i giovani musicisti. Per evidenti motivi non poteva che nascere una collaborazione tra M.E.I. e Slow Food, già iniziata con lo scambio di spazi espositivi tra Salone del Gusto e l’annuale meeting delle etichette indipendenti che si tiene a Faenza.

Ora però gli obiettivi comuni spingono i due soggetti a rinforzare le loro operazioni congiunte e la volontà è quella di convocare esperti, operatori e musicisti che si occupano di musiche tradizionali in via d’estinzione per iniziare un’attività di promozione, catalogazione ed eventi.

Sarà necessario coinvolgere le etichette e il mondo della musica tradizionale, che in Italia è ancora molto vivo ma spesso sottotraccia rispetto al palcoscenico più sfavillante di chi può collaborare con le major e, magari, scimmiottare il pop internazionale. E’ un mondo fragile quello di chi si occupa di questi suoni, esattamente come quello di certa musica alternativa e colta, che fa dello scambio tra generi e della contaminazione tra passato e futuro il suo verbo, riuscendo così a coniugare le esigenze dei giovani musicisti con il patrimonio tradizionale che in questo modo resta vivo, in continua evoluzione.

M.E.I e Slow Food intendono quindi iniziare a studiare delle iniziative concrete che potranno portare anche ad una sorta di festival delle musiche tradizionali e indipendenti, e che di certo vedranno arricchire il programma degli eventi collaterali di Cheese 2007 a settembre, organizzato da Slow Food in quel di Bra (CN), e dell’ormai classico Meeting faentino, a novembre.

LA REDAZIONE
Ladysilvia.it National Network

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