Quattro anni di malgoverno: la SIAE alla svolta?

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Brebbia: Varese SIAE Elezioni 2007, l’aumento del contenzioso giudiziario, l’affidamento delle cause ad avvocati del libero Foro, l’aumento vertiginoso delle spese per il funzionamento degli organi sociali e il susseguirsi di delibere sulla ripartizione dei proventi relativi ai diritti d'autore musicali insieme alla mancata riforma di uno statuto, quello vigente, che non fa certo onore agli associati sono alcune delle questioni che hanno reso il periodo di governo che sta per concludersi come uno dei peggiori nella storia ultracentenaria della SIAE.

Non può non evidenziarsi come negli ultimi quattro anni chi ha gestito l’Ente, che per definizione dovrebbe tutelare gli autori di opere, abbia, in via esclusiva, prestato le proprie attenzioni agli imprenditori musicali, cinematografici e simili. È stata persa, così, una volta per tutte, la centralità del ruolo degli autori ossia di chi genera l’opera e che, più di tutti, avrebbe bisogno di adeguata tutela.

È noto che l’imprenditore, soprattutto musicale, è da solo in grado di tutelare e perseguire i propri interessi: ma chi tutela l’autore e l’opera da questi realizzata?

Si consideri che il sistema ripartitorio dei diritti musicali adottato in quest'ultimo quadriennio è risultato lesivo di tutti i diritti d'autore e non solo di quelli meramente contabili e vantaggioso solo per alcuni editori musicali emanazione di grandi gruppi editoriali di oltreoceano. Ciò ha costretto gli autori ad impugnare, nelle competenti sedi giudiziarie, tutte le delibere adottate in materia.

In tali giudizi la difesa dell’ente è stata affidata a legali esterni all’ente stesso, nonostante questi abbia un proprio adeguato ufficio legale dotato di avvocati che, in quanto iscritti negli elenchi speciali tenuti dai consigli dell’ordine degli avvocati, erano e sono perfettamente in grado di patrocinare e difendere la SIAE nei detti giudizi. Se si esaminano gli ultimi bilanci, anche quello di previsione per l’anno 2006 (pubblicato sul bollettino dell’ente - VivaVerdi), si può evincere l’enorme spesa affrontata per il pagamento dei lauti onorari corrisposti ad avvocati "amici". A questi si deve aggiungere lo stipendio dato a quelli, utilizzati solo formalmente, interni.

Dagli stessi bilanci si rileva che, le spese per il funzionamento degli organi sociali sono passate dai 210.000 euro del 2002 ai oltre 2 milioni di euro del 2004, somme confermate anche in sede di previsione per l’anno 2006 ! E che dire delle spese per consulenti ed esperti vari?

Tutti, tranne gli autori, hanno tratto vantaggi dalla gestione di questi ultimi quattro anni. Certo non ci si poteva aspettare molto dato che la rappresentanza dell’ente, e cioè la presidenza, è stata affidata, contrariamente a quanto previsto dalle norme legislative e regolamentari, a un non associato!

La mancata modifica dello statuto, a dir poco, indegno dell’ente insieme con la mancata approvazione del regolamento generale che sostituisse il precedente adottato con l’anteriore statuto, oggi non più vigente, l’inesistenza di un qualsiasi provvedimento modificativo per la previdenza degli associati ove l’assegno previdenziale, che usa definirsi assegno di solidarietà , viene elargito in forma misera e uguale per tutti coloro che erano forniti della ex qualifica di soci e non estesa, altresì, come prescritto dalla sentenza del Consiglio di Stato n. 97/1992, agli associati forniti della qualifica di iscritti, definiscono, ma non completano, il quadro desolante delineato in questi ultimi quattro anni.

A ciò si aggiunga il sostanziale spostamento delle attività , specialmente in materia di ripartizione dei proventi relativi alla riscossione di diritti di autore musicali, a Bologna. Sotto quest'ultimo profilo da più parti si segnala che il consiglio d'amministrazione dell’ente, prima di spirare, provvederà a trasferire gli uffici della direzione generale in tale sede.

Al peggio non c’è mai fine, ma molto in tale senso hanno fatto gli attuali organi sociali. Solo un deciso cambio di rotta può ridar fiducia a quanti oggi paiono aver perso ogni speranza di tutela. Solo la sostituzione completa di tutti i componenti degli organi sociali potrebbe ridare dignità a quello che dovrebbe, ma che non è più, l’ente di massima tutela degli autori.

La DAC con il suo fondatore e i suoi aderenti si propone lo scopo di rimettere gli autori al centro degli obiettivi della SIAE: ma per far ciò è necessaria la massima partecipazione di tutti. Aiutateci a ridare decoro all’ente che dovrebbe tutelare i diritti di chi genera opere d'ingegno.

D.A.C.
via per Cadrezzate 6
21020 Brebbia (VA)

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