Milano: Il nuovo Album - La sua vocalità è decisamente l’elemento chiave, che rende questo album qualcosa del tutto a se stante: un colore/strumento singolare che ha il potere assoluto di sconsigliare ogni definizione preventiva e di rimandare qualsiasi tentativo di rintracciarne i rimandi.
Certo il jazz, la bossa, la west coast e il new acoustic movement è quanto immediatamente si fa luce al primo ascolto de ’Il Mio Giardino’, l’ album d’esordio di Toni Melillo; e non è affatto un caso se un parterre di jazzisti di assoluta levatura (tra i tanti, Riccardo Fioravanti (già con Paolo Fresu e Francesco Cafiso), Fausto Beccalossi (Al Di Meola e Gabriele Mirabassi) o Marco Ricci (Ornella Vanoni e Franco Cerri) abbiano scelto di far da corollario alle composizioni di questo particolare artista milanese, contribuendo a dare ad esse i toni e le sfumature di un disco non solo senza tempo ma anche senza apparente patria, difficilmente collocabile cioè in un area geografica precisa.
Toni Melillo infatti, con il suo modo di accompagnarsi alla chitarra e di cantare, fa parte di una rara schiera di cantautori che sanno legare fortemente il suono delle parole che cantano ai testi stessi, creando un unico flusso che avvolge ed abbraccia, consola e stupisce.
LA TRACKLIST:
01. Scende così 2:58
02. Dormi anche staserà 3:11
03. La bestia 2:58
04. La dolce vita di Veronica 3:44
05. Soldier of love 4:54
06. L’uomo dei sogni 2:49
07. Come Vorrei 2:41
08. Canzone per Randdah
09. Il mio giardino 2:21
10. Senza aria 4:15
11. La casa di Tom 2:57
12. E penso a te 3:31
13. Hi Peter! 2:24
14.Fragole e panna 1:55
15.No ghosts anymore 0:29
TONI MELILLO
’Da gesta così minute,
un fiore, o un libro,
sono piantati i semi dei sorrisi
che fioriscono nel buio.’
(Emily Dickinson)
Toni Melillo, un foglio a prima vista bianco.
Poi le immagini emergono e i primi colori si stemperano.
Di lui non occorre sapere molto, meglio piuttosto lasciare al desiderio, alla fantasia di ciascuno, il gusto di riempire gli spazi; per immaginarlo magari nella West Coast struggente e naïve di David Crosby, o per supporlo in viaggio chissà dove mentre apprende alle fonti la lezione e la poesia del new acoustic movement.
Ascoltando i suoni e i profumi della sua musica potremmo quasi immaginarcelo invaghito di Rickie Lee Jones, e pensarlo una notte sotto casa di lei, mentre le canta da due piani più in basso “Chuck E’s In Love“.
Il resto davvero non conta, il resto è solo un punto di partenza: un giardino innocente, giusto alla periferia di un luogo che forse non esiste, ai bordi del suo lago, dove Toni ha scavato a mani nude la terra più morbida e fertile, per seppellirci dentro strani, stranissimi semi: pezzi di una chitarra con le sue corde di metallo, qualche lettera mai spedita a Tom Jobim, una collezione di fragili baci, di abbaiare di cani e ricordi, di piccoli carillon cristallini, il volo di fiati e di archi, e forse certi soli impronunciabili di Chet Baker.
Io l’ho visto davvero Toni Melillo, non l’ho solo immaginato; l’ho visto scavare e seminare, coi miei occhi. L’ho visto desiderare di diventare esso stesso un fiore, mentre senza radici mi diceva fintamente distratto: ’Dovrò pur sopportare qualche bruco se voglio conoscere le farfalle, sembra che siano cosi belle’.
TONI MELILLO recensioni
IL MATTINO
Una prova di canzone d’autore delicata, essenziale, tropicalista, jazzata, acustica, capace di parlare d’amore, terra e politica (ci sono brani sulle guerre e l’infanzia stuprata), di rendere omaggio a Tom Jobim e Rickie Lee Jones, di ricordare Caetano Veloso e Nick Drake
(Vacalebre)
LA REPUBBLICA
Piccoli blues e serenate sono i quadretti acustici dipinti con la chitarra da Toni Melillo, che con il supporto della tromba, di voci off alla Tom Waits e di archi muove sulla scacchiera “Il mio giardino“: un’opera che pulsa di bossanova e pentagrammi da camera.
(Gianni Valentino)
JAM
Cantautorato italiano tinto di jazz, intriso di California e suadenti atmosfere brasiliane’ ’Il mio giardino’ si compone di 15 composizioni arrangiate con gusto ed eleganza, in cui si inserisce la singolare vocalità di Melillo
(Massimiliano Spada)
INDIESFORBUNNIES
Da un po’ di giorni il mio stereo ed io ci siamo innamorati dell’album d’esordio di Toni Melillo che riesce a colorare una piccola stanza con tante ricche sfumature.
Ha una voce importante, molto personale, un elemento che riempie vuoti, che copre distanze e che riesce a riprodurre e sintetizzare tutti gli stati d’animo.
(Lazzaro Bove)
BEAT BOP A LULA
La voce è la vera protagonista del disco, tenue e discretamente fuori tono, leggera e sussurrante, narratrice più che sonorà. I testi sono un’altra componente di spicco; talvolta ermetici, spesso individuali, certamente attuali nella prospettiva che del mondo si dà da un punto di vista personale’Visitate il giardino di Toni: rose e ortiche vanno in simbiosi per qualcosa che è tutt’altro che banale.
(Vittorio Formenti)
AUDIOCOOP
Toni Melillo con il suo modo di accompagnarsi alla chitarra e di cantare, fa parte di quei rari cantautori che sanno legare fortemente il suono delle parole che cantano ai testi stessi, creando un unico flusso che avvolge ed abbraccia, consola e stupisce.
L’ISOLA CHE NON C’ERA
Il mio giardino è un esordio solido, volontariamente ingenuo, essenziale e succoso. Insomma, fertile!
(Paolo D’Alessandro)
JAZZITALIA
Si sentono omaggi a Tom Jobim e Rickie Lee Jones, un tocco blues alla Tom Waits e influenze innegabili come quelle di Nick Drake ed inevitabilmente di Miles Davis.
Complimenti a Toni Melillo: Il mio giardino è un frutto convincente.
(Rosanna Perrone)
Il sito dell’Artista : www.tonimelillo.com
E’ uscito in Grecia, in Olanda e in Giappone
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