Nel poco lusinghiero nonché dormiente firmamento musicale della città di Foggia brilla un astro fulgente:i “Tavola 28“.
I “nuovi“ profeti dell’hip-hop dauno...il nome del gruppo nasce da un modo di dire tipico foggiano che indica l’accomodarsi a tavola senza invito (a scrocco) ed è formato da mr. Grizzly (Gennaro Langianese, 29 anni), Guaio (Cristiano Cela 18 anni), Cisky (Francesco Salemme, 19 anni)...tempo fa si imposero all’attenzione del pubblico con il più folgorante esordio che la musica di Capitanata possa annoverare da alcuni decenni a questa parte.Col brano “Mediterraneo“ i “Tavola 28“,da consumati rappers,hanno realizzato un vero compendio della “mediterraneità“,inteso come inno alla salubrità dei luoghi,alla soavità dei profumi e delle essenze,alla profondità dei colori,alla millenarietà delle culture che caratterizzano questo lembo di terra baciato dalla grazia di Dio.
Mai tono sincopato,incedere ritmato si sposò così bene con la melodia.Mai professione di fede e di speranza fu così accorata.
Solarità e mare,fluidi astrali che innervano subliminalmente il testo,refoli di suggestioni ancestrali che richiamano le cupe e gigantesche forre del gargano,le sue ridenti falesie,i suoi fondali cristallini.
Una canzone che è un traboccamento dell’anima,intrisa di sentimenti,foriera di forti emozioni.
Quando si è legati affettivamente alla propria terra o se ne mettono in discussione acutamente e costruttivamente gli aspetti negativi per trasformarli in energie positive...come nello stile di Caparezza....o se ne individuano le peculiarità buone,le si enfatizza e se ne proclama a spada tratta la bellezza.
Questa è stata la scelta dei “Tavola 28“,nell’alveo spirituale di Giovanni della Croce:“Dove non c’è amore,metti amore...e troverai amore“.Ovvero..il misticismo che sposa la street music!
Se “Mediterraneo“ ha costituito in passato una sorta di manifesto programmatico della poetica del gruppo,l’ultima nata...la canzone “Natale,fridd e fame“ne rivela l’autentica finalità.E’ la “foggianità“ ad essere scelta fin dal linguaggio espressivo e decantata,colta in un acquerello domestico che racconta uno dei momenti topici dell’anno...le festività natalizie...vissute alla foggiana.
Chi non si è mai svegliato infreddolito,come il protagonista del brano,a causa di finestre spalancate a far uscire gli ingenti fumi delle fritture mattutine?Chi non si è ritrovato,alla vigilia di Natale,a far colazione con pettole e baccalà?Chi non si è inorridito alla vista di guizzanti e ondivaghe anguille in libertà?A Foggia,a Natale,tutti hanno condiviso queste atmosfere.
La grandezza del brano è data oltre che dal taglio artistico modulato sul leggero-ironico-pungente-sarcastico-ludico,dall’essere specchio fedele di una realtà minore e quotidiana.
Con tanti auguri a chi saprà gustarne il godibilissimo video,in un dialetto a tratti assolutamente irresistibile.
ROSARIO TISO
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