“I Cantatori del Gargano“

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Cos’è la cultura senza il Folklore?Un albero senza radici,una casa senza fondamenta,un mare senza onde,un cielo senza stelle...
Il sapere di un popolo...sedimentatosi da millenari arcani nei riti,nei costumi,nelle credenze,nei gesti di una popolazione e di un luogo,nel “castello“ interiore dei vecchi,nella memoria creatrice della storia,innestato in una tradizione che evoca un mondo che non c’è più e resiste solo nei labili ricettacoli del ricordo...è la spina dorsale della verità.
Non c’è idealità che può prescindere dalle origini e dai moti primordiali dello spirito e il Folklore,in special modo la musica popolare,realizza una continuità culturale col passato capace di fornire all’attuale e incipiente posterità una chiave di lettura e una misura della propria identità.
Conoscere i propri trascorsi emotivi è indispensabile per sapere chi siamo e la musica è,dai primordi della civiltà,viatico principe di ogni linguaggio.
Attraverso i temi classici della tarantella,della pizzica,della ballata,per mezzo dell’istituto della serenata d’amore o di sdegno,si sono raccontate intere generazioni,si è realizzata la colonna sonora del tempo,scandito dalle feste e dai momenti di aggregazione e di crescita della collettività.
La perfetta simbiosi tra la voce del cantore e la chitarra “battente“,l’incalzante bordura dei tamburelli,la dolce melodia del flauto,della fisarmonica,dell’organetto creano la magìa della musica folkloristica.
I Cantatori del Gargano“,cantori di S.Giovanni Rotondo(Fg),sono il perfetto esempio di rivisitazione “vissuta“ del repertorio musicale contadino del Gargano e,più diffusamente,della provincia di Foggia.
Quel che fatalmente sta accadendo ai gruppi più acclamati del “genere“...il rispetto di tecniche di esecuzione ataviche minacciato da inevitabili sincretismi con la modernità...sembra non coinvolgere i cantori di S.Giovanni Rotondo.
La cifra stilistica sembra di una purezza cristallina,senza contaminazioni di sorta.
L’ascolto distratto dei brani eseguiti dal gruppo nel disco “CANTANNE E SUNANNE“ suggerirebbe l’immagine di una concatenazione di litanie similari...ma basta lasciarsi pervadere dal ritmo,dall’armonia,dalle suggestioni evocate dalle melodie e dalle voci per essere trasportati altrove...là,dove sopravvivono le atmosfere,i colori, gli afrori di una campagna “madre“ e fucina di vita.
L’ascolto più attento suscita un moto di allegrezza e si distinguono le individualità nella coralità:le chitarre“battenti“ di Michele e Lorenzo Rinaldi,quelle “francesi“ di Antonio Steduto e Bruno Gorgoglione,i tamburelli di Gino “Ciccio“...al secolo Luigi Calasanzio...,Francesco Gorgoglione,Francesco Rinaldi e Silvestro Solimeno,la fisarmonica e il flauto di Matteo Merla,le voci di Anna Pia Russo,Pamela Impagliatelli e Francesco Crisetti...
Gli istinti tendono a risvegliarsi,le mani e i piedi portano il ritmo,fiorisce un movimento copioso e partecipe...mentre la voce sgorga spontanea ed incita il corpo alla danza.
Oggi non si porta più la serenata alla fanciulla amata e non si accompagna più il lavoro dei campi con il canto...ma resta il formidabile potere di aggregazione della musica popolare e soprattutto la funzione salvifica della tradizione rispetto all’incalzare di un consumismo sfrenato che vorrebbe tutto omologare in un piattume culturale che equivarrebbe alla morte.
Il Folklore è una risorsa e una ricchezza ritrovata.Lo stesso linguaggio...il dialetto...gli dà forza.
“I Cantatori del Gargano“ possono annoverarsi fra quelli che,nel loro piccolo,stanno provando a salvare il mondo e la vera umanità dall’oblio.


ROSARIO TISO
*I contenuti dell’opera non possono essere riprodotti senza l’autorizzazione dell’autore.
**Nella foto:la copertina del CD “CANTANNE E SUNANNE“

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