Eclettico, quasi un mattatore. Lievemente esibizionista al limite dell’istrionico ma buono, chansonnier nato ma ancora relativamente noto in questa veste: ecco chi è Daniel Della Seta, un giornalista che trascorre le sue giornate alla radio ( Radio 1 ) con grande successo di ascolto per una rubrica ( l’Italia che va ) che tratta alcuni dei più grandi problemi economici di oggi e che suggerisce, individuandole una ad una, le soluzioni che speriamo i nostri governanti vogliano ascoltare e mettere prima o poi in pratica.
Organizzatore impareggiabile di eventi e di spettacoli, specialmente a carattere musicale, fieramente ebraico e fortemente convinto della sua religione al punto da trovare sempre il modo di inserirne citazioni e brani in ogni sua esibizione o apparizione in pubblico, grande amico mio e di tutti.
Preciso, buono, sensibile ed altruista, sempre pronto a darti una mano, grande ammiratore di un icona degli anni sessanta, quell’Herbert Pagani che è stato anch’egli eclettico, esibizionista, cantante, poeta, scrittore, scultore, pittore, attore come lui al punto di volerlo assurgere a sua immagine e somiglianza, anche negli atteggiamenti esteriori e nei comportamenti della comunicazione, ebraico come lui, multiforme e poliedrico come lui: il nostro Daniel che ha veramente “ spopolato “ qualche sera fa a Roma, all’Archivio, in Via Lariana, 14, con lo spettacolo “ Caro Herbert “.
In un locale simpatico, un vero e proprio salotto, moderno ma che sembra esplodere sotto la pressione fantastica di un Daniel che si esibisce anche in questa ulteriore fatica, veramente poco onerosa per lui che di Herbert è quasi l’immagine replicata.
Uno spettacolo che ha dell’umano, che spazia dal sentimento dell’amicizia alla politica, dai temi dell’ambiente alla lettura della eccezionale e poco nota “ Lettera a Gheddafi “, che Pagani lesse al 10 Convegno Internazionale degli Ebrei di Libia, dalla fantastica imitazione dell’Herbert che copia Breil attraverso Aznavour ( l’Istrione ) per giungere poi alla “ stella d’oro “, all’ “ albergo a ore “ e a “ L’Amicizia “ ( si proprio quella di Daniel e di Herbert, con la A maiuscola ), “ grazie alla vita “, “ teorema “.
Il tutto letto, interpretato, scritto, diretto, vissuto e faticato da un impareggiabile Daniel Della Seta, ora non più soltanto il giornalista famoso ma anche l’uomo e l’interprete inaspettato che sa farti rivivere momenti passati per chi li ha vissuti e sognare un futuro migliore per chi spera.
Non il facile fluire dell’esprimersi del giornalista avvezzo ad affrontare i pubblici tra i più svariati, ma l’attore che è in se, il presentatore, lo chansonnier, il vero uomo di spettacolo.
Insomma, una esibizione che dura poco più di un’ora ma che è in grado di farti nuovamente vivere la canzone sociale ricordando De Andrè e Bindi, le atmosfere di Parigi e di Genova, la prostituzione, l’antinuclearismo, l’emigrazione, l’amore proibito.
Tutti temi che sono esplosi da quell’epoca lontana in cui un Herbert Pagani che ora sembra proprio rivivere nel Daniel attuale, nel cantante che con il solo ausilio di un pianoforte ( sia pure suonato da un maestro eccezionalmente bravo come Stefano Scartocci, già pianista di Sergio Endrigo e di Renato Zero ), riesce a rendere attuali temi che l’oblio del tempo trascorso sembrava aver sepolto ma che la società attuale vive e cerca di imitare, per il bene di tutti.
Si replica il 4 luglio alle 21,00; ingresso 10 €, light cocktail compreso.
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