A volte le cose capitano per caso, a volte neppure ce ne rendiamo conto. A me è successo proprio così: un evento su facebook letto di sfuggita che mi ha incuriosito e che ho deciso di approfondire un po. Concerto Multisensoriale: mai sentito un genere simile eppure, anche se non sono unesperta di musica mi piace di tanto in tanto assistere a qualche concerto, ma multisensoriale non lo avevo proprio mai ascoltato. Così, dopo essere uscita tardi e di corsa dal lavoro a Torino, in una bella sera dagosto ho trascinato tutta la famiglia in alta Val di Susa a Beaulard per ascoltare questo particolare concerto di Gabriella Perugini, uno dei tre organizzati dal Comune di Oulx.
Sarà perché siamo arrivati solo qualche minuto prima delle nove... sarà che per arrivare in tempo abbiamo fatto i salti mortali... sarà che avevo voglia di un po di relax... certo è che è stata veramente una piacevolissima scoperta ed unesperienza unica.
Ma ... andiamo con ordine ! I miei ragazzi erano un po scettici, hanno 15 e 11 anni e a loro lidea di ascoltare un po di musica classica proprio non andava. Avevo letto il programma e avevo capito che non sarebbe stato un concerto come gli altri e ho quindi fatto leva sulla curiosità e soprattutto sulla golosità dando loro qualche piccolo indizio. Ma mai avrei pensato che ne sarebbero usciti entusiasti.
Entrando in chiesa siamo stati avvolti, come da un caldo abbraccio, da un profumo intenso. Non saprei descriverlo ma era inebriante, dava un senso di sicurezza e di benessere; era deciso ma, allo stesso tempo delicato. Ricordava il mare, le spezie orientali, sapeva di avventura ma predisponeva al benessere senza essere soporifero o nauseante come, a volte, certe essenze lo sono.
La chiesa era in penombra. Una bella chiesa romanica quella di Beaulard; dedicata a San Michele Arcangelo è una delle più antiche dell’Alta Valle, risale all’XI secolo e racchiude allinterno un senso di antico molto adatto a far vivere unesperienza come quella che di li a poco avremmo potuto condividere.
Cera molta gente; i posti erano quasi tutti occupati. La maggior parte erano persone di mezza età, pochissimi i giovani, i bambini quasi nessuno.
Veniamo subito invitati a scegliere, ad occhi chiusi, una pietra. In un cestino cerano parecchi sassi di forme e colori differenti: alcuni consumati e levigati dalla forza delle acque, altri aguzzi, alcuni colorati, altri candidi come la neve.
La mia bimba ha chiuso gli occhi e divertita da questo gioco inaspettato ha con attenzione iniziato a scegliere il suo sasso. Ne ha toccati diversi, li ha soppesati, sfiorati e finalmente, dopo qualche esitazione, ha trovato il suo. Anch io ho fatto lo stesso ed era come se quei sassi avessero unanima, se riuscissero a trasmettere qualcosa di loro.
Stringendo fra le mani il "nostro” sasso abbiamo preso posto. Appena seduti ecco unaltra sorpresa. Gentilmente ci viene offerto un dolcino, una specie di bacio di dama, dolce senza essere stucchevole, friabile tanto da sciogliersi in bocca. Lo abbiamo assaporato piano piano, a piccoli morsi quasi a farlo durare di più. Dopo pochi minuti è iniziato lo spettacolo. Si sono spente le luci e con esse anche il leggero bisbigliare di chi era in attesa. Dal fondo della navata principale una voce soave, quasi un canto di sirena ed ecco avanzare verso labside una figura femminile che regge fra le mani la protagonista della serata: la "pietra” custode delle memorie delluomo. La musica ci avvolge, prima la chitarra barocca dal timbro chiaro e ricco, poi il liuto rinascimentale dal timbro dolce e pizzicato ed infine la tiorba dalla sonorità più robusta. Mi sono lasciata cullare dalle dolci melodie e trasportare in un mondo fantastico dalle parole delle poesie scelte da Ferdinando Albertazzi che qua e là venivano interpretate dalla voce carezzevole di Mauro Crosetti: "non respingere i sogni” ... ”quello che pareva immobile ora si muove” .... ”la luce non pesa” ...”è tempo che la pietra si disponga a fiorire”...”o se solo potessi toccar con dita tremule la luce” ... ”non lasciarti distruggere” mentre sullo schermo fluivano le immagini dei quadri di Vinicio Perugia e Francesco Preverino.
Emozione, senso di libertà e di benessere, di serenità e di pace. Tutti i sensi erano stati messi in moto per poter, al meglio, godere di tutto ciò: la vista attratta dalle immagini delle opere pittoriche, lolfatto stimolato grazie alla profumazione della sala, il gusto inebriato dai dolcetti tipici, il tatto sollecitato dalla pietra che ancora stavano stringendo fra le nostre mani e ludito sedotto dalle dolci note degli antichi strumenti musicali.
Alla fine è stato come risvegliarsi dolcemente da un sonno: riposati, rilassati, sereni e tranquilli; unesperienza unica ed inimmaginabile. Il pubblico si è alzato piano, quasi a non voler frantumare lincanto che si era creato.
Grazie Gabriella per quest armonia di suoni... parole ... profumi ... gusti... immagini e percezioni tattili... grazie per averci fatto vivere, fra le montagne della Valle di Susa, in una sera d‘estate, un bellissimo sogno e unesperienza magica.
Silvia Carradori
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