UN WEEK END CON PAOLO CONTE

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Varese: “Con quella faccia un po’ così“, l’avvocato di Asti sbircia di sbieco, nelle locandine pubblicitarie, la sua venuta a Varese per la straordinaria due giorni che incomincerà sabato primo ottobre alle 21, con l’attesissimo concerto del decennale al teatro Apollonio, per proseguire il giorno dopo, Domenica 2 ottobre alle 17.30, presso la Sala Napoleonica a Ville Ponti, in Piazza Litta 2, con l’abbraccio della città e la consegna del premio “Le parole della musica“, che vedrà il "Festival del Racconto - Premio Chiara” e il "Premio Tenco” insieme, per un omaggio alla forza della grande canzone dautore italiana.

La premiazione vedrà lintervento di Enrico De Angelis e Antonio Silva, esponenti del Club Tento e sarà condotto dal giornalista Vittorio Colombo.
Il Premio, sostenuto Enel Spa, sarà conferito da Gianfranco Tosi, consigliere amministrazione della società.

Due giorni di festa per Varese, con il compleanno dell’Apollonio che proprio Conte inaugurò nel 2001 e il connubio tra Club Tenco e Amici di Piero Chiara che lo scorso anno fu assegnato a Francesco Guccini.

"Tutto un complesso di cose che fa sì che” Paolo Conte si fermi a Varese per due giorni, un circolo virtuoso innescato dagli amici del Club Tenco, con il giornalista Vittorio Colombo ‘trait d’union con il Premio Chiara e l’Apollonio.

L’autore di “Nelson“ ritorna nella città giardino in veste di affabulatore dopo l’ultimo incontro sotto il tendone di “Amor di libro“, dove raccontò il suo modo di affrontare la vita, le passioni e i ricordi, l’amore per le storie di Piero Chiara, paragonate alla semplice complessità di un Simenon, la stessa facilità nel descrivere un mondo in poche righe.

A 74 anni, Conte ha gli occhi di un fanciullo curioso, non si muove senza Egle, la donna «dalla bellezza brasiliana» conosciuta nello studio di avvocato, si aggira annusando l’aria, nascondendo la congenita timidezza dietro un sorriso o una smorfia, cercando la voce nella soffitta dei ricordi.

Paolo non scrive poesie ma la poesia è il suo vivere, ciò che sa trasmettere con un accordo, un giro di frase, con quei suoni colorati che trafiggono come il sole d’agosto e non se ne vanno più.

Trascinato sul palcoscenico a rappresentare con la sua voce «oscura e nascosta» un immaginario ricchissimo e senza tempo, rimane un uomo che si diverte di più quando sta solo, attento come pochi alla vita semplice di ogni giorno, un «borghese di provincia», con la passione divorante per il disegno ancor prima della musica.

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