Roma: Le massime istituzioni musicali romane (Opera, Santa Cecilia, Musica per Roma) non conoscono crisi e possono permettersi programmi di vasto respiro, tra i primi al mondo per qualità e quantità. Lo conferma la stagione 2017 - ’18 dell’Accademia di Santa Cecilia, al via il 5 ottobre con Re Ruggero di Karol Szymanowski, eseguita senza scene ma con un mix multimediale di proiezioni video e immagini dal vivo, diretta da Antonio Pappano.
Prosegue poi, fino a giugno inoltrato, la filza dei concerti settimanali - quest’anno impostati sulla triade giovedì-venerdì-sabato, non senza altre sequenze settimanali, anche di quattro giorni - con molto Novecento, un massiccio edificio sinfonico mahleriano (la Nona a maggio, sempre diretta da Pappano), altra opera in forma di concerto (la rara Iolanta, ultima opera di Ciajkovskij, a gennaio nell’ambito di un festival dedicato al compositore russo che include l’integrale delle sinfonie, dirette da Valerij Gergiev; L’Olandese volante di Wagner a fine marzo), consistenti omaggi al Mozart maturo e a Rossini nel 150° dalla morte (lo Stabat Mater a fine aprile) e incursioni nelle diverse epoche tra Beethoven, Schumann, Bruckner, Ravel, Prokof’jev…
Consistente, come ogni anno, la schiera dei direttori ospiti che affiancano sir Pappano: Philippe Auguin, Vasilij Petrenko, Andrés Orozco-Estrada, Semjon Byckov, il già citato Gergiev, Manfred Honeck, Mikko Franck, il "decano" Jurij Temirkanov che da anni fa visita annuale all’auditorium romano, l’ex di Santa Cecilia Myung-Whun Chung, l’altro habitué Juraj Valcuha, Jakub Hrusa, Krzystof Urbanski.
Non da meno la cameristica iniziata l’8 ottobre nel segno del Classicismo Viennese (Haydn e Mozart) con la Kammerorchester Basel, a novembre il recital pianistico di Rafal Blechacz e a dicembre il ritorno di Maurizio Pollini (tutto Chopin). A seguire grandi cori (King’s Singers, il coro della Sistina tra gregoriano rinascimento e barocco), duo violino-pianoforte (Kavakos-Wang, Gonzales Monjas-Lonquich), altri recital pianistici (Louis Lortie, Grigorij Sokolov, Lang Lang, Yuja Wang), il Sestetto Stradivari, l’Accademia Barocca e l’Orchestra da Camera di Santa Cecilia, un mostro sacro come Martha Argerich. A trecentosessanta gradi, come ogni anno, il ventaglio di epoche e stili, dal medioevo al Novecento e oltre.
I programmi in dettaglio e ogni informazione nella scheda sul sito dell’Accademia di Santa Cecilia.
http://www.santacecilia.it/notizie/tutte/stagione1...
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